Mi giunge stamani una mail in cui l’amico mi dice di attraversare un momento di instabilità nella fede: “Talvolta avverto la presenza del Signore e mi viene da pregarlo con profonda fede; altre volte invece lo sento lontano e allora resto incerto al punto da cessare di venire in chiesa… non so più cosa fare”.
Capisco. Anche grandi santi, del passato e del presente, hanno fatto la dolorosa esperienza dell’incertezza.
Perfino Giovanni Battista – si legge nelle pagine di queste Domeniche – ha conosciuto momenti di incertezza e quindi di comprensibile paura.
Domenica prossima, ad esempio, forte della sua fede nel Messia/Gesù ormai presente addirittura insulta i suoi discepoli: “razza di vipere” cosa aspettate a convertirvi sul serio?
Poi però anche lui incappa in un momento di crisi.
Infatti quando si trova recluso nel carcere di Erode manda a dire a Gesù se sia davvero Lui il Messia promesso. Teme d’aver preso un abbaglio. Tutta la sua certezza è svanita in un attimo. È solo, recluso in carcere, impaurito… e Gesù è lontano.
Momenti di difficoltà nella fede possono darsi! L’importante è mantenersi vicini alla Comunità Cristiana e attraverso questa al Signore. Per fortuna questa incertezza non ci coglie “tutti nello stesso momento”: quando tocca a uno e quando un altro.
Possiamo dunque sentirci aiutati dalla fede dei nostri fratelli per poi essere capaci di ricambiarli quando noi siamo più forti.
Per questo è bene continuare a frequentare la chiesa anche nei momenti di aridità e incertezza: la preghiera del sacerdote, delle suore e di tanti fratelli e sorelle vale anche per chi è in crisi.