… a soccorrere il povero, a proteggere il forestiero, a sostenere il perseguitato, a non giudicare chi ha sbagliato.
Scorrendo i libri d’archivio ho scoperto che i miei predecessori sono stati esemplari da questo punto di vista. Non starò a specificare perché alcuni dati sono tuttora protetti dal segreto ma davvero hanno fatto in tutto il loro dovere di cittadini e di sacerdoti spesso rimettendoci di persona.
Anch’io, sebbene non sia alla loro altezza, cerco di aiutare per quelle che sono le mie capacità e possibilità giorno dopo giorno cercando di apparire il meno possibile.
Questo per il mio carattere schivo ma anche per evitare commenti cattivi come quelli espressi dai così detti leoni da tastiera che dietro l’anonimato tranciano giudizi malevoli.
Ai tempi dei miei predecessori non c’era da aver paura dei commenti via social ma delle persone che per vile denaro denunciavano gli ebrei … condannandoli ai campi di sterminio.
Proprio questa mattina ho saputo che uno dei miei predecessori al Forte, don Egisto Salvatori, verrà a breve nominato “giusto fra le nazioni” per aver protetto e salvato da morte certa una giovane mamma.
La protesse dal freddo col suo mantello da sacerdote e assicurò a lei e alla neonata il necessario per sopravvivere finché non riuscì a ripararla in un luogo sicuro.
Nessuno era al corrente di questo suo gesto semplice e al contempo eroico finché la stessa protagonista, divenuta grande, non ne parlò attingendo ai ricordi della mamma!
Questo fece Don Egisto ma anche don Cesare non fu da meno falsificando i documenti di quegli ebrei milanesi che vivevano nelle case-torri del Forte e che erano ricercati dalle Autorità.
Vediamo di non dimenticare questi eroi e di imitarne il coraggio.