La Domenica è trascorsa senza intoppi: abbiamo ricordato don Riccardo per la comune soddisfazione d’averlo conosciuto e per impetrarne il dono di nuove vocazioni maschili e femminili per la nostra comunità. Al riguardo non aggiungerei altro se non che sono mancati i giovanissimi e i giovani (peraltro presenti anche in gran numero) alla Messa prefestiva).
Detto questo una parolina sui conti… Alcuni infatti, seppure in tono bonario, mi hanno fatto notare che il restauratore è molto lento…
Avevo già scritto qualcosa al riguardo ma torno a ripeterlo.
Prima di tutto c’è da dire che il restauratore sta lavorando in contemporanea in tre cantieri (una parola un po’ grossa ma vera): 1) la casa della Mara in via Viner di proprietà della parrocchia ma utilizzata per sostenere l’Associazione del Clero diocesano, 2) la chiesa (lato facciata) e infine sempre la chiesa e corridoio della sacrestia. Quando piove lavora all’interno (della chiesa e della casa dei preti) e quando la stagione lo consente all’aperto.
Inoltre la malta speciale usata per i restauri asciuga lentamente… per cui non è possibile anticiparne gli strati per evitare, nei limiti del possibile, quanto già successo in passato che è stato poi la causa principale degli inconvenienti patiti: l’uso del cemento “a pronta solidificazione” che è stato micidiale… perché se da una parte ha consentito un restauro in pochi giorni dall’altra ha spostato di un metro e più verso l’alto le sbollature derivanti dall’umidità. Io ho poca responsabilità al riguardo se non per alcuni modesti interventi ai pilastri…
Ma il motivo principale della sua presunta “lentezza” dipende dal fatto che anche i nostri pagamenti sono “lenti” anzi “lentissimi” perché non abbiamo fondi in giacenza per poter garantire un lavoro più celere: stiamo pagando tutto a rate!
Ora riguardo ai fondi in giacenza sto pian piano rimettendoli in ordine – a mie spese – dopo l’increscioso incidente che mi è capitato nel febbraio dello scorso anno quando un prestito importante non mi è stato restituito (se non in minima parte) causandomi un mezzo esaurimento nervoso…
Spero comunque prima di Pasqua di veder terminati e regolarmente pagati i lavori previsti per questi primi quattro mesi perché dovrò provvedere prima di proseguire con i restauri a saldare i debiti con i giardinieri di Roma Imperiale (che al momento non hanno avuto ancora ricevuto un soldo) e a pagare i lavori urgenti di potatura prima che inizi la stagione estiva.