1.121 – IN CAMMINO – Trilussa

Mi sono riletto una poesiola in romanesco di Trilussa… Sembra scritta a commento di quanto sta accadendo in questi giorni e invece risale a più di cento anni or sono.

Cosa scrive il poeta?

Una verità ovvia e cioè che i potenti, vada come vada, cadono “sempre” in piedi mentre i poveri/piccoli/deboli ci rimettono “sempre”!

L’avverbio di tempo (“sempre”) vale per i primi e per i secondi ma non nello stesso modo perché i primi pur dopo una disputa pesante tornano a sorbirsi un caffè insieme con tanto di sorrisi e  pacche sulle spalle mentre gli altri possono sperare soltanto nell’omaggio dei fiori se … morti o nell’aiuto della Caritas se… rovinati (economicamente)!

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