1223. IN CAMMINO – Il nuovo Arcivescovo di Pisa

Sono riuscito a incontare il nuovo arcivescovo di Pisa, Padre Saverio Cannistrà dell’ordine dei Carmelitani Scalzi. Mi ha ricevuto nel convento pisano di San Torpè dove si è fermato nell’attesa dell’ordinazione episcopale programmata per Domenica 11 Maggio, nel pomeriggio.

In quel convento ha maturato la scelta di consacrarsi al Signore. Era giunto dalla Calabria dopo aver vinto il concorso per allievo interno alla classe di Lettere romanze alla scuola Normale.

A Pisa aveva trovato l’ambiente giusto per riflettere su certe questioni importanti riguardanti la fede. I Padri Carmelitani gli avevano dato affetto e cura spirituale accompagnandolo nella sua ricerca vocazionale anche durante gli anni della professione presso una editrice famosa.

Sempre in quel convento era stato consacrato sacerdote da Mons.Plotti di v.m. Poi gli studi specialistici di Teologia, il servizio all’ordine carmelitano in qualità di Preposito generale… sempre in giro per il mondo per confermare e sostenere i suoi frati.

È stato molto gentile nei miei confronti. Mi ha chiesto della parrocchia (che già conosceva avendo frequentato negli anni dell’università il poeta Montale), del Vicariato versiliese e di tante altre cose riguardanti l’attività pastorale.

Gli ho consegnato una copia dell’ultimo numero della Rivista e un’altra di due anni or sono in cui scrivevo appunto dell’ordine Carmelitano con un’intervista delle Direttrice Silvia Cecchi a Padre Maurizio Dessì, carmelitano, mio collega per tanti anni al Liceo scientifico Santa Caterina.

Gli ho assicurato l’affetto e la stima di tutti i confratelli versiliesi e dell’intero popolo della Versilia da sempre fedele alla Curia pisana e ai suoi arcivescovi.

Penso proprio che sarà un ottimo pastore. Starà poi a noi aiutarlo, soprattutto all’inizio, per conoscere la Diocesi con tutte le sue problematiche.

1222. IN CAMMINO – Per non dimenticare

Ho esposto in chiesa una foto che mi ritrae con Papa Francesco nell’occasione dei miei 40 anni di Ordinazione Sacerdotale. Sono stato incerto se esporla o meno ma poi, dietro anche il suggerimento dei miei collaboratori più stretti ho deciso di farlo.

Stringendomi la mano e sorridendomi stringeva la mano e sorrideva a tutti i miei parrocchiani e amici. Infatti subito dopo, nel colloquio di pochi minuti, guardandomi fisso negli occchi mi chiese chi ero, di dove venivo esortandomi a fare il mio dovere di parroco per il bene di tante anime soprattutto dei piccoli e dei poveri. Consideratelo quindi un omaggio per tutti voi, lettori e amici.

Tengo la sua foto alla parete nel mio studio proprio davanti al computer davanti al quale passo molte ore della giornata. Ogni tanto gli volgo lo sguardo per invocare la sua protezione e il suo aiuto.

Fatelo anche voi.

Non posso aggiungere altro per oggi perché devo uscire di corsa per andare a celebrare un funerale. Forse nel tardo pomeriggio scriverò ancora ma non ve lo prometto.

1221. IN CAMMINO – Papa Francesco

Ieri sera, alla Messa delle 18.00, ci siamo trovati in molti a pregare per Papa Francesco: alcuni con il volto rigato dalle lacrime, altri più composti ma ugualmente molto addolorati. Tutti i presenti mi hanno rivolto le più sentite condoglianze consapevoli che la sua scomparsa se addolora tutti i cristiani addolora in modo particolare noi sacerdoti.

Più persone mi hanno chiesto di scrivere qualcosa su di lui. Al momento non mi sento di farlo. Lo scriverò più avanti appena smaltito il dolore perché anch’io sono rimasto molto colpito dalla sua scomparsa.

Mentre scrivo questa nota ho davanti agli occhi la foto scattata con lui, subito dopo la Messa nella chiesa di Santa Marta, nell’occasione del mio 40° anniversario di sacerdozio.

Il card. Baldisseri, negli anni giovanili “cappellano” a Querceta era riuscito a scovarmi un posticino per celebrare col Papa in Santa Marta. Ero partito dal Forte a notte fonda per essere a Roma alle prime luci dell’alba. Il viaggio era andato benissimo e quindi potei partecipare alla celebrazione. Dopo la Messa ci fermammo a pregare in silenzio, tutti insieme. Lui era in mezzo a noi come un semplice prete. Poi un saluto veloce, una stretta di mano con l’augurio per i miei parrocchiani e via…

Mi apparve molto stanco/preoccupato e infatti ne scrissi in questo senso nel bollettino. Venni però amorevolmente ammonito dai lettori a non insistere troppo su questo argomento e lo feci (nel bollettino successivo) ma con scarsa convinzione: e i fatti (molto tristi perché legati a episodi di malaffare scoperti in Vaticano) che nei giorni seguenti emersero mi dettero amara conferma che avevo visto giusto. Era preoccupato e non poco!

Tornando a ieri lo abbiamo raccomandato al Signore e lo stesso faremo nei giorni a venire nel corso della Messa, alle 18.00. Penso di esporre la foto dell’incontro di cui sopra ma non sono ancora sicuro. Chiederò consiglio ai miei collaboratori.