1192. IN CAMMINO – Le ceneri

Eravamo in molti ieri sera. Molti e devoti. La liturgia è stata animata da canti a voce di popolo, molto partecipata da tutti i presenti. Io sono stato il primo a ricevere il segno penitenziale, poi don Yudas e infine tutti i presenti. Ripeteremo la liturgia anche Sabato e Domenica prossima per coloro che non sono potuti intervenire.

Questa mattina, sacerdoti e diaconi, ci siamo incontrati per il ritiro spirituale e per la programmazione del pellegrinaggio in Cattedrale del 6 Aprile p.v. Ci viene chiesto molto ma speriamo di poterci riuscire al meglio, come sempre.

In questo momento, siamo ormai nel pomeriggio, sto cercando qualche soluzione per il pellegrinaggio a Roma. Quanto al primo giorno è tutto a posto: Messa, porta santa, pranzo e visita al luogo del martirio di San Paolo alle tre fontane.

Per il secondo invece sono ancora alla ricerca di una soluzione per coprire le due ore di udienza del Papa annullate per le sue gravi condizioni di salute.

Non mi devo far vincere dall’ansia. Fra tutti troveremo una soluzione.

1191. IN CAMMINO – il giunco

Come stai?

Alla domanda (frequente) di chi mi chiede notizie sulla mia salute rispondo come il saggio giapponese: “come il giunco, mi piego al soffio del vento per poi risollevarmi quando cessa”.

Stamani ho scoperto che questo detto è stato all’origine di uno sport, il “judo”, praticato in tutto il mondo e perfino nelle olimpiadi.

La storia dice che questo sport nacque per dare un lavoro ai tanti samurai rimasti disoccupati  dalla riforma dell’Imperatore del Giappone che aveva chiuso le scuole di spada e simili.

La nuova disciplina non poteva ovviamente essere una scuola di violenza piuttosto una tecnica per favorire la propria autostima soprattutto nei momenti difficili. Una scuola che insegnava a trarre beneficio proprio dalle situazioni avverse…

Chi aveva avuto l’idea per primo, tale Kano Jigorò, aveva osservato come il bellissimo ciliegio posto al centro del suo giardino era rimasto spezzato dalla violenza del vento. Il giunco invece ne aveva tratto vigore. Assecondando la furia del vento si era piegato salvo poi tornare dritto non appena questo si calmava. La lotta, durata un’intera giornata, si era risolta a favore del giunco che aveva mantenuto la posizione riuscendo a “stancare” il vento.

Così questo sport sfrutta la violenza dell’avversario a proprio vantaggio costringendolo poi a desistere…

1190. IN CAMMINO – Ultimo giorno di carnevale

Il carnevale impazza… ma impazzano anche la politica, l’economia e tutto il resto: a leggere il giornale c’è da avere paura!

Meno male che siamo nell’anno santo, anno della speranza…

Certo che senza la fede non ci può essere speranza e quindi cerchiamo di mantenerci nella fede proprio per avere speranza. E per mantenerci nella fede è necessario pregare, pregare e pregare!

È consolante, al riguardo, vedere tutte le sere un piccolo gruppo di persone che vengono a pregare con noi sacerdoti: il Rosario, poi la Messa con la Comunione e la preghiera per il Papa.

Talvolta, come ieri, compare anche qualche giovane/ragazza insieme con l’educatore/trice. E questo è davvero consolante sia per me che per i fedeli presenti in chiesa.

Domani inizia la quaresima. In mattinata preparerò i quadri della Passione e aggiungerò un “tondo” in gesso armato raffigurante Gesù morto. Mi è stato donato da un amico in ricordo della moglie defunta. È molto bello e spero che possa aiutarci nella riflessione.

L’autore del “tondo” è FEDELE TOSCANI (1876 – 1906) il bisnonno di Oliviero Toscani, il celebre fotogafo mancano pochi mesi or sono a Cècina, nel livornese. Pare sia stato un uomo di grande fede… per questo lo ricorderemo quanto prima all’altare insieme col celebre nipote.