1177. IN CAMMINO – continua…

Avevo già scritto qualcosa sull’indulgenza con la promessa di scrivere nel bollettino successivo circa il rapporto fra Eucarestia e indulgenza.

Ho ritenuto opportuno però mettervi prima al corrente della nomina del nuovo Arcivescovo di Pisa nella persona di Padre Saverio Cannistrà.

Oggi torno sull’argomento dell’indulgenza sperando di fare cosa gradita. Sono a disposizione anche per ulteriori chiarimenti.

EUCARESTIA e INDULGENZA

In aggiunta a quanto avevo scritto domenica passata circa la richiesta della indulgenza per se stessi e per i defunti vorrei accennare stavolta al rapporto con l’Eucarestia di suffragio o di ringraziamento/intercessione per spiegare qual è la differenza. Alcuni infatti, soprattutto coloro che fanno celebrare la Messa per i propri cari ogni mese, non hanno capito…

La differenza sta nel fatto che la Messa è un sacramento, un’azione divina, mentre l’indulgenza è un’azione … umana.

Azione divina vuol dire che nella Messa (come negli altri sacramenti) è Cristo stesso che agisce rinnovando misticamente il sacrificio redentivo (salvifico) compiuto una volta per tutte sulla croce.

Il sacerdote, nella Messa, celebrando “in persona Christi” (associato a Lui) e in conformità all’intenzione della Chiesa, lo rende presente e determina l’efficacia del Suo sacrificio: tutta la Messa, dal riconoscimento dei peccati, all’ascolto della Parola di Dio, all’offerta del pane e del vino, alla Consacrazione, alla Comunione è azione di Cristo e quindi ci unisce a Lui.

Tutto questo nel catechismo si traduce in una formula che dice: il Sacramento (in questo caso eucaristico) “agisce ex opere operato” cioè per il fatto stesso che l’azione liturgica viene compiuta.

Per questo motivo la Messa ha sempre (anche se il prete e i fedeli fossero peccatori) un’efficacia: il valore redentivo che ne consegue vale per i vivi che si uniscono a Lui in intimità spirituale e p essere applicato ai defunti già o non ancora purificati.

La Messa ovviamente ha un valore universale nel senso che vale per tutta la Chiesa e vale sempre. Noi però possiamo, anzi siamo invitati ad “applicare” (è un termine giuridico… portate pazienza) il sacrificio di Cristo:

a una persona vivente perché si unisca a Gesù in modo consapevole e puro

a una persona defunta in suffragio (perché venga perdonata dai suoi peccati) o

                                          in ringraziamento per l’intercessione che ci garantisce.

L’indulgenza invece è un’azione umana cioè dipende dalle disposizioni interiori di chi la chiede (ex opere operantis…) per cui il richiedente deve prima di tutto confessarsi, comunicarsi, impegnarsi a diventare più buono, aggiungere una preghiera speciale per il Papa e offrire un obolo per i poveri.

Senza dimenticare che il Signore non guarda tanto all’apparenza ma piuttosto al … cuore! Proviamoci!

1167. IN CAMMINO – Ecumenismo

L’incontro ecumenico di Domenica sera tenuto nella chiesa di Vallecchia, presenti il pope p. Ivan, alcuni sacerdoti del Vicariato, una pastora della chiesa cristiana “riformata” e altri amici è stato interessante.

Interessante e soprattutto utile è stato anche l’incontro di ieri sera, a Ripa, tenuto dalla prof.ssa Silvia Nannipieri.

Conoscevo la Silvia N. dagli anni del Movimento Studenti quando, non ancora sacerdote, praticavo la sede di Borgo stretto. Poi ci eravamo persi di vista anche se ero a conoscenza della sua collaborazione in Curia per la catalogazione dei documenti ecc.

Ieri sera , in poco più di 45 minuti, ha tratteggiato le vicende del cammino ecumenico dal 1900 a oggi. L’esposizione è stata chiara senza troppi svolazzi sui dettagli – si sa che il cammino ecumenico presenta ancora aspetti complicati – e per questo molto apprezzata dai presenti.

Si è fermata soprattutto sul documento conciliare Unitatis Redintegratio (alla lettera “ricostruzione dell’Unità fra i cristiani”) riguardante l’ecumenismo che, facendo leva sul Battesimo denominatore comune di tutte le confessioni cristiane, ci porta a sentirci tutti uniti in Gesù.

Anche gli interventi dei presenti sono stati utili per approfondire ulteriormente la questione ancora molto complessa. L’appuntamento con l’anniversario del Concilio di Nicea (325) ormai prossimo (quando venne redatto il testo del CREDO) potrebbe consentirci ulteriori passi avanti.

Al momento l’impegno di tutti è di avere un atteggiamento fraterno gli uni nei confronti degli altri.

1166. IN CAMMINO – Ho iniziato la benedizione delle famiglie

Ho iniziato nel modo post-epidemia e cioè offrendo a coloro che vengono in chiesa l’ampolla e il santino-ricordo e visitando famiglia per famiglia coloro che non possono venire o comunque desiderano la mia presenza per scambiare una parola o per prendere un caffè insieme.

Faccio appello a tutti voi che leggete il blog o il bollettino cartaceo per avere indicazioni su chi e come andare a visitare

Un conto, infatti, è presentarsi in casa all’improvviso e un altro presentarsi previo avviso: cambia tutto perché in un caso l’anziano/ammalato pensa d’essere all’ultimo respiro mentre nell’altro si sente al centro dell’ attenzione e ne guadagna in serenità.

Al momento sono state distribuite circa 500 ampolle e ho fatto visita a sette famiglie… nei prossimi giorni o settimane mi aspettano altri, tutti amici carissimi.

Ho raccomandato ai vincenziani di aiutarmi in questo servizio ma lo chiedo espressamente anche a tutti voi di aiutarmi indicandomi gli ammalati, gli anziani e coloro che hanno bisogno di una parola d’affetto.

Agli altri raccomando di prenotarsi in sacrestia indicando oltre che il nome anche il numero di telefono per darmi la possibilità di organizzarmi al meglio.

In questo caso mi rivolgo soprattutto alle NUMEROSE FAMIGLIE che hanno preso residenza in paese in questi ultimi anni. Non conoscendoli di persona non so come regolarmi.

Quanto alle offerte… non credo che la benedizione serva a “fare cassa” perché davvero non avrebbe senso. Nel caso ci fossero contributi andranno come sempre per la Caritas-San Vincenzo; non caso non ci fossero… andrà bene ugualmente!