1043. IN CAMMINO – Una gatta furbissima

Avevamo predisposto tutto e con molta cura: gabbia-trappola, croccantini gustosi, telo ombreggiante, appuntamento con la veterinaria ecc.

Ma la gabbia-trappola è rimasta vuota! E vuota pure la ciottola con i croccantini… Cosa mai può essere successo?

Avevo scorto con i miei occhi che la micia si stava avvicinando lentamente alla scodella… pure un altro gatto si era messo in coda e invece niente da fare!

Quanto ai croccantini temo che se li siano pappati con gusto quei simpatici, minuscoli topolini nascosti nel fogliame (meglio sarebbe chiamarlo bosco) per i quali i responsabili comunali avevano approntato le esche… Mica scemi i topi!

E nemmeno i gatti. La gatta infatti stamani se ne stava al fresco e mi guardava con un sorriso beffardo.

Stamattina quindi ho tolto la gabbia-trappola e ho avvisato chi di dovere del fallimento dell’operazione. Ho deciso pure di non ripetere l’esperimento. Alla gatta però ho detto che da oggi in poi dovrà darsi da fare a rincorrere i topi invece di venire a miagolare al mio cancello.

Lo dico ma non so se poi avrò il coraggio di farlo. Ho il cuore tenero… se non la sfamo temo che faccia una strage di topi, povere bestie!

1042. IN CAMMINO – Il caldo opprimente…

… e l’umidità mi hanno messo alle corde! Ringrazio tutti i miei validissimi collaboratori, pure loro stanchi e affannati, che mi servono nei limiti delle loro forze.

Se ci fosse soltanto da celebrare la Messa non ci sarebbero problemi. Invece ci sono tanti altri impegni – alcuni da non dirsi – da portare avanti e sono proprio questi che tolgono serenità.

Poi, naturalmente, mi ci metto anch’io…

Tutte le sere, puntuale, si presenta una gattina e mi sento di dovere almeno di sfamarla. Solo che la legge prevede per i randagi la sterilizzazione e quindi c’è stato da recuperare la gabbia-trappola, da avvisare la veterinaria ecc.ecc. tutte cose che avrei potuto risparmiarmi e risparmiarle ai miei collaboratori ma non ho resistito agli occhi mesti della povera micia…

1041. IN CAMMINO – Notte insonne

È stata davvero una notte pesantissima.

In canonica non ho l’aria condizionata. C’è soltanto nella camera di don Yudas, il nostro coadiutore africano, perché la stanza non ha il sottotetto e senza aria condizionata c’è il concreto pericolo di disidratazione & svenimento per chi vi si ferma a dormire.

In canonica ci sono soltanto dei ventilatori che diffondono aria “calda” per cui dobbiamo tenere le finestre spalancate se vogliamo dormire almeno qualche ora.

Solo che fuori ci sono gli strilli di gioia dei giovani (TUTTI MINORENNI… e per lo più RAGAZZINE INNAMORATISSIME) che impediscono di riposare tranquilli.

Al riguardo spero che i genitori dei ragazzi si decidano a venire in vacanza perché detti minori, affidati a se stessi oppure ai nonni o alle badanti, ne combinano di tutti i colori. Niente di grave, s’intende, ma sufficiente per creare disagio a chi vorrebbe riposare in pace.

Anch’io, a suo tempo, sono stato un po’ birichino e proprio per l’esperienza (negativa) mi sento in dovere di spendere una parola di ammonimento.

A domani.