1023. IN CAMMINO – Quattrocentosessantuno

Il video con alcune immagini del mio cinquantennale servizio sacerdotale è stato visionato, al momento, da 461 persone.

Rispetto ai numeri dei cantanti o dei calciatori è davvero poca cosa. Nel mio caso invece è un numero consistente visto che propone soltanto immagini ordinarie della vita di un comune sacerdote. Tale infatti io mi considero!

Ringrazio quindi chi ha inteso onorarmi sia visionando il filmato sia scorrendo la rivista pure queasta molto apprezzata.

Questa settimana che sta per chudersi è stata una settimana due facce. A momenti di grande gioia hanno fatto seguito momenti di estrema sofferenza con conseguenti stati d’animo opposti che mi hanno reso molto fragile.

Tralasciando la festa del 50° -molto bella peraltro- ho avuto la grande gioia di sentirmi profondamente amato dai miei confratelli con i quali ho condiviso un fraterno incontro conviviale e la grande tristezza di dover partecipare alla messa di suffragio del giovane Federico, morto per un tragico incidente sul lavoro.

Mentre i confratelli mi porgevano la torta augurale con i mini fuochi d’artificio augurali e mi scattavano le foto io col pensiero ero al funerale che avrei dovuto tenere pochi momenti dopo e alle parole che avrei dovuto rivolgere alla carissima F. incinta di 5 mesi che in un attimo, per una tragica fatalità, ha perduto l’amore della sua vita!

Pensavo alle parole di conforto che avrei dovuto rivolgere ai genitori della ragazza ma soprattutto a quelle da rivolgere ai genitori del giovanotto: li ho visti lontani, quasi estranei fra loro e anche questo mi ha fatto soffrire.

Va bene. Ora basta. Penso che abbiano capito che gli ho sempre voluto bene e che gliene voglio quindi pongo tutto nelle mani di Dio. Con fiducia.

1022. IN CAMMINO – Anita

È nata la piccola Anita per la gioia dei genitori, dei nonni e di tutta la nostra comunità parrocchiale e cittadina. Questa notizia, sebbene attesa da giorni, ci ha dato un po’ di serenità dopo alcuni giorni di profonda tristezza per ben conosciuti eventi luttuosi capitati in paese.

Il parroco, anche se non è padre di famiglia, reagisce alle varie notizie – positive o negative – con il cuore del padre di famiglia.

Com’è possibile non essere tristi quando muore un giovane, a suo tempo alunno del catechismo, o felici quando nasce una creaturina a una giovane mamma pure lei allieva del catechismo?

Quelli del catechismo sono ben OTTO anni nel corso dei quali nasce un affetto profondo fra il sacerdote e i piccoli allievi. Un affetto che poggia sulla fede in Gesù e quindi davvero fortissimo. Poi, si sa, passando gli anni può capitare che il rapporto si deteriori o addirittura si spenga…

Ma questo MAI da parte del sacerdote che continua, giorno dopo giorno, a pensare a questi figli “speciali” e a pregare per loro (magari scorrendo le foto di gruppo della prima Comunione o quelle personali della Cresima).