2068. IN CAMMINO – Giornata della Memoria

Ieri mattina sono stato in piazza per il “ricordo” delle vittime dei campi di concentramento. Erano presenti, insieme con le Autorità, anche numerosi  alunni delle scuole cittadine.

Il vice-sindaco ha pronunciato poche, essenziali parole ricche però di significato: facendo riferimento a episodi di cronaca ha spiegato ai piccoli e ai grandi che la sopraffazione dei deboli è una realtà presente tuttora.

Come difendersi da questo crudele andazzo? Nessuno ha una risposta certa…

O forse c’è e sta nell’educazione dei giovani al dialogo e alla tolleranza.

Ho preso poi io stesso la parola riferendomi dapprima ai miei ricordi di bambino a tu per tu con una amica di famiglia, ebrea, che mi aveva aperto gli occhi sulla triste realtà dei “campi di sterminio”.

Poi ho ricordato le mie visite al predetti campi sia in Germania che in Polonia e delle impressioni, fortissime, suscitate in me e in altri visitatori.

Infine ho fatto memoria del mio predecessore, don Cesare Pasquali, e in particolare dei rischi ai quali era andato volontariamente incontro sottoscrivendo dei documenti (falsi) a favore di parrocchiani (ospiti) ebrei che finché rimasero al Forte non ebbero problemi ma poi, tornati nelle loro città d’origine al Nord, furono quasi tutti arrestati e deportati.

Nell’archivio sono indicate anche le abitazioni dove risiedevano passate poi in proprietà ad altre famiglie visto che gli originari proprietari erano morti nei famigerati “campi”.

Alla sera, durante la Messa, ho aggiunto qualche particolare e cioè una riflessione su brutte realtà dei nostri tempi con tanti campi di concentramento ancora presenti in tante parti del mondo soprattutto là dove non esiste democrazia.

Il tutto però sfumando i particolari più crudeli perché erano presenti anche dei giovanissimi e non volevo spaventarli.

2067. IN CAMMINO – Alpini

Ieri sera, nel corso della Messa delle 18.00, presenti le Autorità cittadine, un folto gruppo di fedeli e alcuni bambini della primaria Carducci con gli insegnanti e i genitori, abbiamo festeggiato gli Alpini nell’occasione della giornata nazionale della Memoria e del Sacrificio Alpino.

Erano presenti numerosi alpini, tutti col classico berretto piumato, che hanno fatto corona all’altare in modo da essere più visibili ai numerosi presenti.

La preghiera dell’Alpino è stata letta dall’on. Buratti, ufficiale in congedo degli Alpini, alla fine della cerimonia religiosa.

Nella riflessione che ho proposto ai presenti non ho potuto fare a meno di ricordare il tenente-medico Lirio Barberi autore di un gesto eroico che bisognerebbe “pubblicizzare” ancora di più… io ne parlo ai ragazzi del catechismo ma forse sarebbe opportuno pensare a una borsa di studio per uno studente di medicina e chirurgia, nominare una strada cittadina o un parco…

Ho rivolto anche un apprezzamento alle Autorità che non dimenticano certi appuntamenti importanti sia per la Chiesa che per l’intera comunità cittadina.

Poi l’assemblea si è sciolta non prima di aver brindato alla salute nostra e dei nostri cari: un modesto segno di deferenza a favore delle Autorità presenti.

2066. IN CAMMINO – Cresima

È stato un bel momento, per tutti!

Per i giovani (e gli adulti) che hanno ricevuto il Sacramento, per i loro padrini & madrine, per i genitori/parenti presenti in gran numero, per i catechisti, per me e soprattutto … per l’Arcivescovo.

Tornare nel luogo che l’ha visto, giovane studente universitario, a discutere con il poeta e premio Nobel Eugenio Montale, lo ha toccato profondamente. Immagino che gli saranno tornati alla memoria quei momenti nei quali assaporava la poesia in un ambiente incantato come quello di Forte dei Marmi con il mare del Bagno Marechiaro, le tele di Tirinnanzi, la cultura dei tanti maestri di vita del Quarto Platano.

Allora non pensava minimamente alla vita religiosa, aveva mille proposte di impiego dalla cattedra universitaria, all’editoria, al giornalismo d’elite … poi avvertì il desiderio di consacrarsi al Signore e lo fece lasciando tutti e tutto, ricominciando da capo con gli studi di teologia, vestito col saio carmelitano, i sandali ai piedi nudi…

Davvero un bell’esempio per tutti noi a cominciare dai paesani che, infatti, lo hanno accolto con amore chiedendogli, mio tramite, di tornare e farsi uno fra noi come a quei tempi.

Nel ringraziare tutti coloro che hanno collaborato – Madri, Catechisti, Coristi, Ministri, Lorenzo&Flavia, ecc. – spendo una parola in più per gli adulti e i giovani che gli hanno fatto corona all’altare.

La loro presenza – mi riferisco agli uomini e alle donne presenti all’altare in veste bianca – è stata di grande insegnamento per i giovani cresimati e per tutti i presenti.
È stata una predica “senza voce” molto apprezzata: in effetti non c’è da vergognarsi a servire all’altare piuttosto da esserne orgogliosi. Tutti color che sono intervenuti, dai più giovani agli anziani hanno risposto alla mia “VOCAZIONE” e ne sono stai felici, anzi orgogliosi. È chiaro che non possiamo averli tutti e sempre all’altare perché chi viene a un orario e chi a un altro però su di loro ci possiamo sempre contare.

Quanto ai ragazzi, anche loro presenti, sono stati bravissimi soprattutto il crocifero che ha dato il passo a tutta la processione e non solo. Quando gli ho detto che gli spettava il posto fra i grandi ha declinato l’invito restando con i più giovani. Bravo davvero!

In ultimo raccomando ai maestri e alle maestre di mettersi d’accordo con i GIOVANI/ADULTI per qualche incontro speciale in orario 20,00 – 21.00 dalle Suore.