2008. IN CAMMINO – don Franco Baggiani

Avrei dovuto scrivere Mons. Can. M° Franco Baggiani ma conoscendolo a fondo ho preferito non citare i suoi titoli se non quello di “don” ricordando il suo servizio di Parroco a Zambra.

Il mio primo ricordo di don Franco risale al 1958 (o ’57) quando cantò la sua prima Messa nella chiesa di Navacchio. Ero appena bambino ma ricordo perfettamente quella cerimonia perché a un certo punto tutti i presenti scoppiarono a piangere: il vecchio parroco di Navacchio, don Francesco Bartalini, infatti aveva ricordato un episodio tragico della famiglia del novello sacerdote e cioè quando il papà era morto straziato dal treno al passaggio a livello di Navacchio: una “littorina” lo aveva travolto uccidendolo sul colpo!

La corale era guidata dal Maestro Avino Torti lo stesso che aveva insegnato la musica a don Franco divenuto poi valente musicista e compositore fino a divenire maestro di cappella della Primaziale di Pisa.

Lui poi, divenuto sacerdote e nominato parroco aveva insegnato musica a un ragazzino di Parrocchia che poi gli subentrò in qualità di Maestro di Cappella nella Primaziale, il carissimo m° Donati.

Era un sacerdote bravissimo non soltanto per la cultura musicale, umanistica e teologica ma soprattutto per la devozione alla Madonna e l’impegno pastorale. Io stesso fui testimone di un episodio che mi toccò profondamente quando, sordo alle suppliche della anziana mamma, offrì a un povero l’unico panettone che aveva in casa (erano i giorni del Natale).

Dopo aver guidato per anni l’Oasi del Sacro Cuore a Calci si era ritirato nella casa delle Suore di Padre Agostino a Marina di Pisa. In ultimo, forse per le gravi condizioni di salute, era stato amorevolmente accolto alla Casa di Riposo di Mezzana dove si è spento.

Che il Signore lo ricompensi per tutto il bene che ha fatto e ricompensi i suoi nipoti e tutti coloro che gli sono stati vicini con tanto amore in questo ultimo periodo della sua vita.

2007. IN CAMMINO – Padre Damiano

Padre Damiano Puccini è tornato a farci visita. Stavolta ha celebrato alla Messa delle 11.30. Eravamo pochini ma la celebrazione è stata ugualmente molto dignitosa… con l’organo, i canti ecc.

L’assenza di alcuni fedeli è dipesa senz’altro dalla concomitanza con il raduno in piazza delle Associazioni Cittadine che ha comportato la chiusura al traffico veicolare della via centrale che dal mare porta alla chiesa. Niente da dire sul valore di queste iniziative mirate soprattutto alla gioventù. Magri potrebbe esserci una maggiore attenzione per chi viene in chiesa… però giustamente mi fanno osservare che ci sono ben 5 Messe ogni Domenica e quindi il tempo per venire in chiesa si dovrebbe trovare ugualmente.

Dunque, tornando a Padre Damiano, ha accennato peraltro in modo essenziale ai tanti problemi che la guerra in atto ha determinato nella sia sua comunità aggiungendosi agli altri gravi problemi: i suoi fedeli sono per lo più profughi dalla Siria e quindi persone allo sbando non avendo parenti/famigliari  a cui rivolgersi per necessità. La parrocchia assicura un minimo di assistenza sanitaria, scolastica e soprattutto alimentare e la assicura per tutti, cristiani e musulmani: essendo tutti molto poveri non ci sono quei contrasti che invece si registrano in altri ambiti dello stesso Medio Oriente.

Si è poi fermato a parlare con una delle nostre ragazze più sensibili all’argomento in vista di una collaborazione più stretta. La situazione politica in quell’area non consente programmi a lunga scadenza ma, almeno al momento, qualcosa si potrebbe fare. Il futuro poi potrebbe riservare tempi migliori ma anche peggiori e quindi è necessario molto realismo nel programmare le iniziative. Già una volta Padre Damiano è scampato alla morte e quindi deve stare molto attento a non esporsi più di tanto. A maggior ragione coloro che intendono collaborare con lui. Anni indietro, quando io in prima persona mi volevo impegnare a favore di un orfano, lui mi sconsigliò per evitare contrattempi con gli altri orfani presenti in paese che avrebbero potuto patire la preferenza… Sembrano sciocchezze ma in un paese in cui ci sono moltissimi orfani occorre evitare preferenze che potrebbero creare contrasti.

Gli abbiamo corrisposto una congrua somma attingendo alla cassa della parrocchia che lui ha accettato con gioia assicurando la sua preghiera.

Non abbiamo potuto offrire più di tanto perché in questo mese si sono succedute tre giornate di fila (Cavalieri del S. Sepolcro, Missioni, Aiuto al Libano) e noi dobbiamo far fronte a impegni/pagamenti non rimandabili.