2108. IN CAMMINO – Una bella sorpresa

… più per lui che per noi!

Adesso vi spiego. Eravamo dalle suore con alcuni giovani bravissimi per l’appuntamento del Giovedì che ci vede riuniti per un momento di preghiera e una riflessione sulla difficile congiuntura storica che vede contrapposti e in guerra alcuni popoli.

Ci siamo fermati a ragionare sulla guerra – che di questo di tratta – fra gli israeliani e gli ezhbollah filo-iraniani stanziati nel sud del Libano. Come tutte le guerre anche questa miete vittime innocenti che non c’entrano proprio niente con la politica e il terrore.

A un certo punto ci siamo messi a riflettere sul coraggio e la fede dei cristiani di quella zona che preferiscono morire piuttosto che abbandonare le loro comunità. Notizia di questi giorni è stata la morte sotto le bombe israeliane o i missili iraniani (non è stata ancora accertata la verità) di un caro sacerdote libanese sposato e con figli che, nonostante le minacce, è rimasto col proprio gregge al suo posto.

A quel punto mi è venuto in mente il mio carissimo exallievo padre Damiano che – pure lui – sta vivendo in prima persona questa drammatica situazione di guerra. Pure lui, incardinato nella locale Diocesi maronita, non ha paura di morire e ha deciso di restare. I suoi superiori hanno accolto la sua decisione: essendo celibe non ha da temere se non per se stesso!

A quel punto abbiamo deciso di fargli una sorpresa e di chiamarlo al telefono per avere notizie di prima mano. Passato il primo momento di meraviglia per questa chiamata inattesa lo abbiamo sentito molto tranquillo e impegnato nella preparazione alla festa di Pasqua né più né meno come fosse a Forte dei Marmi. Tranquillissimo e impegnatissimo a responsabilizzare i suoi giovani per la festa ormai imminente.

Dire che è rimasto felice per questa telefonata è davvero poco…

E felici siamo stati anche noi per avergli offerto un poco di vicinanza e di affetto.

2107. IN CAMMINO – Brrr…

È venuto un ventaccio dal Nord e la temperatura è scesa di parecchio. Già ieri sera avvertivo freddo e stamani ancora di più nonostante abbia acceso il riscaldamento.

Naturalmente mi sono già preso un bel raffreddore e il mal di gola.

Il motivo di tutto questo (raffreddore e mal di gola) è la canina che reclama il suo tempo e il suo spazio vitale: quindi vuol uscire con qualsiasi tempo per almeno un’oretta al giorno, fra mattina e pomeriggio, per fare jogging (prescritto dal veterinario pe dimagrire) e si ostina fare i bisognini in una ben precisa aiuola del centro disdegnando altre possibilità seppure più comode.

Ieri sera ho cercato di convincerla che non era il caso di uscire ma non c’è stato niente da fare. Mi guardava con occhio stranito come dire: “guarda che se non mi porti fuori faccio la spia al veterinario” e quindi sono stato costretto a uscire. Poi ci siamo fermati un poco in chiesa per aspettare i coristi ma ero vestito leggero e quindi ho preso freddo.

E va bene. Pazienza… prenderò qualche antinfiammatorio nella speranza che mi passi e possa recuperare una buone voce per il canto della notte di Pasqua.

Questo freddo danneggia soprattutto gli agricoltori e i vivaisti ecc. che pensavano di aver ormai scampato il freddo dell’inverno. Quando ero parroco in campagna vedevo che i contadini, in queste circostanze di tempo sfavorevoli, accendevano dei fuochi con i copertoni smessi delle automobili che restavano accesi tutta la notte e pure buona parte della mattina salvando così le colture. Era uno spettacolo vedere la campagna illuminata dai fuochi!

Un anno, purtroppo, detti fuochi non furono sufficienti per smorzare il rigore della gelata notturna che fece letteralmente strage degli olivi. In quella stessa notte, intorno alle 3,  morì la cara sig.ra Marchesa Serlupi-Ollandini. Io ero al suo capezzale con i figli e sentivo le voci allarmate degli stessi e dei dipendenti della fattoria che temevano quello che poi accadde e cioè la tremenda gelata che costrinse a recidere al calcio tutte le piante dell’oliveto! D’altra parte loro avevano da pensare alla povera mamma che stava morendo e così i famigli che erano legatissimi alla signora!

Speriamo che adesso non accada lo stesso col freddo a “bruciare” le piante che stanno già germogliando.

 

 

2106. IN CAMMINO – Terremoto

Non mi ero accorto di niente.

All’ora del sisma ero al bar con gli amici di ogni giorno… la canina era insolitamente nervosa e abbaiona: lì per lì ho pensato che questa sua improvvisa agitazione dipendesse dal fatto che è a dieta e quindi l’ho rimproverata sebbene con parole gentili.

Evidentemente aveva percepito la scossa e si era preoccupata di avvisarmi…

Appena uscito ho iniziato a vedere i bimbi che non entravano a scuola e che, anzi, rientravano a casa per mano ai genitori ma ancora non riuscivo a capire.

Ho capito non appena giunto in casa a causa dell’allarme che mi è pervenuto – tramite telefono – dai parrochiani.

A quel punto sono corso in chiesa per accertarmi che la crepatura, ricordo del terremoto degli anni venti del secolo scorso, non si fosse allargata e subito dopo alla vecchia casa di fianco alla chiesa.

Non ho notato niente di particolare né in chiesa e nemmeno nella vecchia casa. Intendiamoci se in chiesa ho potuto verificare da vicino, nella vecchia chiesa mi sono limitato a dare un’occhiata da lontano visto che l’accesso è proibito per pericolo di crollo…

La scossa degli anni venti fu avvertita nelle ore notturne e fu assai violenta visto che i residenti -incluse le Canossiane che erano giunte in paese da pochi mesi – passarono il resto della notte in bianco!

Auguriamoci che non ci siano stati danni a cose e a persone sia in paese che nel circondario.