939. IN CAMMINO – bizze…

Mentre sto scrivendo questa nota fuori, in strada, si sta consumando una “tragedia”: c’è un piccolino sdraiato in terra che fa le bizze e un nonno anziano che cerca – invano – di calmarlo e di accompagnarlo all’asilo.

Mi è tornato in mente un episodio di quando ero piccolissimo, a passeggio col nonno Beppe in quel di Navacchio.

Ogni Sabato mattina la passeggiata prevedeva una sosta dal giornalaio per acquistare il Corriere dei piccoli, un’altra dal verduraio per la “bananina”, una, brevissima, alla stazione per salutare il babbo e il rientro a casa.

Quella mattina  mi “piantai” davanti al negozio del Bère, una pasta d’uomo che vendeva cioccolate e simili proprio in centro paese, affascinato da un gallettino di cioccolata esposto in vetrina.

O che mi ero alzato male o che avevo qualche problemino di salute… iniziai a reclamarlo a gran voce sordo ai benevoli richiami del nonno.

A un certo punto mi sdraiai pure in terra, proprio come sta facendo il piccolino in questo momento sotto la finestra del mio studio, piangendo e gridando a tutta voce: “Voglio il galletto, voglio il galletto…” finché non sbucò la mamma a calmarmi e a riportarmi a casa.

Penso che anche stamani andrà a finire così…

Sento infatti l’anziano che sta telefonando alla figlia (?) pregandola di intervenire con urgenza per risolvere la situazione.

PASSANDO a qualcosa di più serio vi invito a scorrere il filmato che verrà pubblicato domani col titolo SETTIMANA SANTA e di farlo vedere anche ai vostri giovani… Sono certo che sarà molto apprezzato!

938. IN CAMMINO – Tablet e Wi-Fi

Come passa il tempo! Quello di oggi è l’articolo n° 1.500 (e n° 938 della nuova serie) da quando ho iniziato a scrivervi (quasi) quotidianamente.

È un passatempo ma fino a un certo punto perché mi serve anche come riflessione (e preghiera quotidiana) per me e per voi. Quello che scrivo infatti lo scrivo anche per me e mentre scrivo penso a voi… in preghiera il che equivale a dire che prego per voi.

Per la riflessione odierna faccio riferimento a quanto ho scritto ieri riguardo alla mia presenza in classe, al Liceo, per presentare argomenti attinenti il Vangelo e la realtà sociale, economica e politica che stiamo vivendo.

Mi riferisco però non agli argomenti quanto alla tecnologia digitale e agli strumenti eletrtonici in uso agli insegnanti e agli studenti.

Abituato com’ero alla classica lavagna, alla cimosa e ai gessetti (che si tiravano in testa ai compagni di classe) ho avvertito un inizale digagio. Ho fatto presto però a superarlo visto che anche al catechismo sto usando una lavagna luminosa collegata a internet per fare lezione e lo stesso faccio con il blog ogni giorno, Domenica compresa.

Ma la comunicazione analogica (quella per immagini, per intenderci) finirà per soppiantare quella logica (da persona a persona…)?

Io penso che la digitalizzazione della scuola (e del catechismo) e la scelta della comunicazione analogica non sia un traguardo definitivo. Resterà sempre il momento logico a meno che non si pensi all’uomo come a una macchina intelligente (tanto pù che adesso ha fatto als ua comparsa l’intelligenza artificiale) ma priva di coscienza…

Va beh, basta. Rischio di scrivere per me stesso. Non credo che quanto ho scritto finora vi possa interessare. In futuro però potrebbe riguardarci e riguardarci da vicino quando l’algoritmo deciderà per noi …

Domani proverò a scrivere qualcosa di più allegro.

937. IN CAMMINO – Sono tornato a scuola

Eh, sì. Dopo alcuni anni anni di lontananza dalla scuola (mi riferisco al Liceo cittadino) sono potuto tornare in qualità di esperto della materia che poi sarebbe la religione cattolica con Annessi e Connessi… A&C perché quasi ogni aspetto della vita sociale ed economica può essere considerato alla luce della Religione cristiana.

Faccio un esempio. La beatitudine evangelica che suona: “Beati i poveri” ha dei risvolti sia economici che sociali.

Economici… Chiedevo ai giovani di 5a Liceo che cosa fosse più importante fra un milione di Euro e una pagnottella di pane appena sfornato.

Mi hanno riposto che il milione di euro, cioè il dato finanziario, è senz’altro più importante della pagnottella.

“Anche a Gaza, sotto le bombe?”, ho chiesto.

“Certo che no!”, mi hanno risposto in coro.

Questo significa che il dato economico (il pane) è più importante rispetto a quello finanziario. Che è poi quello che vuol dire Gesù con la beatitudine sopra accennata e cioè che è meglio avere di che sfamarci piuttosto che avere un sacco di soldi.

Ma Gesù continua asserendo che “non si vive di solo pane” perché certo valori “sociali” quali l’amore, la libertà, la salute, gli affetti… sono più importanti del pane.

E anche questo è vero perché, ad esempio, qualsiasi genitore sarebbe disposto a fare digiuno pur di poter sfamare i propri figli. E c’è pure chi fa lo sciopero della fame pur di affermare la propria libertà!

Ne viene dunque che l’aspetto “umano” è più importante sia di quello economico che di quello finanziario.

Vi ho fatto un esempio per spiegare quanto scrivevo sopra e cioè che la religione cristiana è strettamente correlata a tantissimi aspetti della realtà socio-economica.