2064. IN CAMMINO – Lavori in Chiesa e non solo

Il restauro “interno” è terminato…

Per essere più precisi è terminato nelle parti “a vista” (escluse le due pareti del presbiterio) mentre per quanto riguarda quelle “nascoste” e per la sacrestia provvederemo in altro momento, a Dio piacendo.

Dovremo adesso intervenire con urgenza sulla facciata e sulle predette colonne perché l’intonaco di sta sfaldando. A suo tempo mi avevano garantito il lavoro per una ventina di anni… ma ormai ne sono passati quasi venticinque ed è necessario intervenire di nuovo!

Nel frattempo anche la “Casa della Mara”, (la casa dei preti, per intenderci) avrà bisogno urgente di un ripasso con prodotti specifici anti-muffa e ritocchi all’intonaco per mantenerne la piena e decorosa agibilità.

Vedremo di lavorare in contemporanea sui due fronti visto che hanno bisogno degli stessi materiali edili e pittorici (vengono dalla Germania e costano una “fraccata” di soldi ma almeno danno un buon risultato). N.B. I chimici sono già al lavoro per miscelare il prodotto più adatto e hanno già fatto un primo sopralluogo.

Poi sarà la volta della parete lato-mare ormai tutta scrostata dall’umidità di risalita e dalla salsedine ma fino all’autunno non credo sarà possibile.

Nel periodo quaresimale avremo da pensare anche alla chiesa di Roma Imperiale per disboscare le piante in sofferenza o già recise e impiantarne di nuove.

 

2063. IN CAMMINO – È arrivata la bufera…

Quand’ero bambino andava di moda una canzoncina che diceva: “è arrivata la bufera, è arrivato il temporale, chi sta bene chi sta male e chi sta come gli par…”.

Era di Rascel, un comico un po’ particolare perché in genere faceva sorridere ma talvolta faceva anche piangere nell’evidenziare le tante contraddizioni presenti nel paese tra chi giustamente si preoccupava per la situazione sociopolitica ed economica e chi viveva allegramente senza curarsi di niente e di nessuno.

Mi sembra che in questo momento stiamo vivendo una situazione simile.

C’è una bufera politica ed economica in atto con forti temporali all’orizzonte (mi riferisco alla situazione politica, sociale ed economia in atto che vede forti contrapposizioni sia in Italia che nel resto del mondo) ma molti sembrano non accorgersene: vivono alla giornata e non si preoccupano più di tanto.

I politici nostrani sproloquiano pensando soltanto a raggranellare voti in vista delle prossime elezioni; quelli europei strillano a piena voce ma sono privi di consistenza politica ed economica; quelli internazionali ostentano la loro forza militare e intimidiscono gli altri; gli organismi sopranazionali si esprimono sì ma è un flatus vocis lamentoso e basta!

Dove andremo a finire?

2062. IN CAMMINO – La strage del treno in Spagna

Da quando sono al Forte non sono più salito su un treno ma in precedenza ci ho passato intere giornate.

Ricordo benissimo, ad esempio, quando tornando dalle lezioni a Bologna entravo nella lunghissima galleria dell’Appennino sulla line ferroviaria “direttissima”… stavamo tutti in assoluto silenzio perché avevamo molta paura… c’erano stati da pochi mesi terribili attentati con morti e feriti ed eravamo tutti preoccupati. Furono quattro anni molto pesanti con forti preoccupazioni anche per i miei genitori che non vedevano l’ora che il corso finisse.

Quando passai a Roma per il dottorato di ricerca le preoccupazioni diminuirono ma non i pericoli perché alla stazione Termini era tutto un brulicare di soggetti pericolosi: perfino all’interno della carrozze giravano brutti ceffi (intenti a vendere panini) che poi, per fortuna, a Ostiense scendevano. I controllori ci suggerivano di non assopirci per evitare d’essere derubati di tutto.

Per tutti questi motivi approfittavo della mia condizione di professore a tempo indeterminato (e di figlio di un ferroviere) che mi garantiva forti sconti, per prendere convogli più veloci e più sicuri.

Una volta presi perfino il “Settebello”, allora il treno dei vip, che mi scese direttamente a Pisa visto che saliva poi verso Torino. Era però troppo caro per la mie magre possibilità e non lo presi più.

Venne poi il “Pendolino” con tanti passeggeri che vomitavano alle prima inclinazioni della carrozza. Poi, in ultimo sperimentai anche l’alta velocità con i treni di ultima generazione oggi ormai obsoleti ma allora per perfettamente funzionanti.

In Russia infine – ero già parroco a Forte dei Marmi – ho percorso anche la tratta San Pietroburgo-Mosca in poco più di un paio di ore a una velocità folle: vedevamo la lancetta del tachimetro che sfiorava i trecento all’ora!

Insomma, andando in treno, non sono mai stato tranquillo!

Ecco quanto mi è tornato alla memoria leggendo del tragico incidente in Spagna… Non ci dimentichiamo di pregare per quelle povere vittime e auguriamoci almeno che non ci sia la mano assassina di un pazzo…