2070. IN CAMMINO – Catechismo e non solo

I ragazzi, in genere, frequentano volentieri il catechismo.

Talvolta nascono contrattempi soprattutto quando le insegnanti decidono di lasciare l’impegno che, com’è noto, prevede l’accompagnamento degli stessi dalla classe Terza Elementare (Confessione) fino alla Prima Superiore (Cresima).

Intendiamoci: ne hanno pieno diritto visto che hanno una famiglia, svolgono una professione impegnativa e che non hanno altro compenso se non quello assicurato da Signore ai suoi apostoli, preti o laici che siano!

È un fatto però che quando decidono di lasciare, i ragazzi loro affidati smettono di frequentare le lezioni e diventa davvero complicato anche soltanto mantenere il gruppo sebbene “decimato”

Il problema che vivo quest’anno con una classe l’ho già vissuto più volte in questi ormai quasi trent’anni di permanenza al Forte ed è sempre stato per me motivo di forte sofferenza non riuscendo a individuare soluzioni immediate.

Non posso certamente caricare più di tanto coloro che lo svolgono con preparazione e in particolare le Madri e le maestre più anziane.

Reperirne poi di nuove è molto difficile perché devono avere un minimo di esperienza sul campo e poi, onestamente, stare con i ragazzi con i tempi che corrono non è facile: ho visto più di una maestra piangere, da sola, in chiesa, dopo la lezione andata male.

Grazie dunque a chi già collabora e benvenuto a chi intende iniziare a collaborare.
Ovviamente, a nome di Gesù!

2069. IN CAMMINO – Il restauratore

… ha concluso l’intervento sulla parete interna lato-mare.

Poi vedrà di intervenire sui due contrafforti di lato al presbiterio. Intanto ha iniziato a scrostare la parete esterna d’ingresso che è davvero mal ridotta.

Certi lavori sono molto costosi perché vengono usati prodotti speciali ma al momento non ci preoccupiamo perché dovremmo farcela con le entrate ordinarie.

Il restauratore è una persona religiosa e quindi sa benissimo che anche noi – come per tutte le parrocchie – possiamo pagare soltanto a rate. È pure una persona onesta e quindi ci ha anticipato che il lavoro non potrà essere risolutivo ma avrà una durata garantita di una decina d’anni…

Il lavoro però si rende necessario perché se non interveniamo subito potrebbe capitare come per le pareti interne della chiesa che, come avrete notato, sono foderate di legno.

Non è stato un vezzo ma una scelta obbligata perché le pareti sono impregnate di umido… l’averle poi ricoperte con la plastica ne ha determinato un vero e proprio collasso al punto che per sanarle occorrerebbe una spesa di oltre centomila euro… Una spesa impossibile!

Cerco, come avrete notato, cerco di non stressarvi con richieste continue di soldi… Dio me ne guardi perché i fedeli non sono polli da spennare ma la situazione merita attenzione.

Fatto questo – penso che nel giro di due-tre mesi i lavori dovrebbero essere conclusi – passeremo alla parete esterna lato-mare.

E poi?

Poi vedremo. Intanto pensiamo all’oggi.

2068. IN CAMMINO – Giornata della Memoria

Ieri mattina sono stato in piazza per il “ricordo” delle vittime dei campi di concentramento. Erano presenti, insieme con le Autorità, anche numerosi  alunni delle scuole cittadine.

Il vice-sindaco ha pronunciato poche, essenziali parole ricche però di significato: facendo riferimento a episodi di cronaca ha spiegato ai piccoli e ai grandi che la sopraffazione dei deboli è una realtà presente tuttora.

Come difendersi da questo crudele andazzo? Nessuno ha una risposta certa…

O forse c’è e sta nell’educazione dei giovani al dialogo e alla tolleranza.

Ho preso poi io stesso la parola riferendomi dapprima ai miei ricordi di bambino a tu per tu con una amica di famiglia, ebrea, che mi aveva aperto gli occhi sulla triste realtà dei “campi di sterminio”.

Poi ho ricordato le mie visite al predetti campi sia in Germania che in Polonia e delle impressioni, fortissime, suscitate in me e in altri visitatori.

Infine ho fatto memoria del mio predecessore, don Cesare Pasquali, e in particolare dei rischi ai quali era andato volontariamente incontro sottoscrivendo dei documenti (falsi) a favore di parrocchiani (ospiti) ebrei che finché rimasero al Forte non ebbero problemi ma poi, tornati nelle loro città d’origine al Nord, furono quasi tutti arrestati e deportati.

Nell’archivio sono indicate anche le abitazioni dove risiedevano passate poi in proprietà ad altre famiglie visto che gli originari proprietari erano morti nei famigerati “campi”.

Alla sera, durante la Messa, ho aggiunto qualche particolare e cioè una riflessione su brutte realtà dei nostri tempi con tanti campi di concentramento ancora presenti in tante parti del mondo soprattutto là dove non esiste democrazia.

Il tutto però sfumando i particolari più crudeli perché erano presenti anche dei giovanissimi e non volevo spaventarli.