Commento al Vangelo di domenica 12 ottobre 2025.
Categoria: NOTE QUOTIDIANE
1339. IN CAMMINO – Sono tornato (2)
Pensavo di poter riassumere gli aspetti salienti del pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo in due successive puntate del blog ma me ne servirà una terza che rimando a Lunedì prossimo…
Oggi infatti ho una giornata pienissima e non riuscirò a scrivere più di tanto: il telefono letteralmente “brucia” per le numerose chiamate in arrivo.
Nella seconda giornata del nostro pellegrinaggio siamo saliti al santuario di Monte sant’Angelo e quindi sia nel viaggio d’andata che nell’oretta trascorsa nel santuario – in una sala a noi riservata – ho parlato degli Angeli e dei Demòni.
In entrambi i casi con molta delicatezza per evitare in un caso (gli angeli) di favorire la superstizione e nell’altro (i demòni) la paura.
A proposito degli Angeli ho riportato quanto diceva Padre Pio ai suoi figli spirituali quando li esortava, nel caso di imprevisti, paure, peccati, dispiaceri di famiglia ecc. a chiedere all’Angelo Custode di rivolgersi a lui, cioè a Padre Pio, per avere quanto meno conforto se non addirittura la soluzione ai propri problemi.
Vi prego di non sorridere al riguardo (come, scioccamente, feci io quando ne sentii parlare in una conferenza meritandomi il rimprovero del frate che ne parlava) piuttosto “provate” e vi accorgerete che la richiesta, se fatta col cuore, viene sempre esaudita.
Quanto ai demòni ho riportato anche in questo caso l’esperienza diretta di Padre Pio, più e più volte tentato, percosso, insultato ecc. dal demonio soprattutto quando si interponeva a difesa dei suoi figli spirituali.
Quindi mai girare intorno al pozzo – quando si parla di questo argomento – per evitare di finirci dentro… in altre parole lasciar perdere esorcismi fai/da/te, stregonerie e simili… piuttosto portarsi dietro in borsa la corona del Rosario o nel portafogli l’immagine di un Santo a protezione.
Per oggi basta. A Lunedì.
1338. IN CAMMINO – Sono tornato (1)
Sono tornato dal pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo e mi accingo a scrivervi qualcosa sull’argomento.
Intanto mi scuso per non avervi avvisato della temporanea interruzione della mail quotidiana: me ne ero dimenticato! Non così i lettori che, preoccupati per il mio forfait, mi hanno tempestato di telefonate per assicurarsi delle mie condizioni di salute. Anche la Silvia, la direttrice responsabile del blog e della rivista, riprende servizio dopo la pausa-ferie.
Come avevo già accennato ai miei compagni di viaggio vorrei mettervi al corrente, seppure in modo sommario, dei particolari più importanti (sarebbe meglio dire più sentìti) di questo pellegrinaggio.
Prima di tutto però voglio parteciparvi la mia gioia per il possibile accordo raggiunto nella terra di Gesù fra Israele e Hamas per la pace. In questi due anni abbiamo pregato intensamente perché si raggiungesse un’intesa a favore degli ostaggi israeliani da una parte e del popolo palestinese dall’altra. Adesso che ci siamo vicini ringraziamo il Signore e auguriamoci che si giunga a un’intesa solida.
La nostra preghiera è stata una preghiera costante, di tutti i giorni. Una preghiera presentata al Signore da tutti coloro che frequentano la chiesa (e anche da chi la frequenta poco o niente).
A questo punto posso anche offrirvi un primo cenno relativo al primo giorno del nostro pellegrinaggio. Il frate celebrante, verso la fine della Messa, si è messo a piangere, vinto dalla commozione, nel momento in cui ricordava un suo umile confratello morto da alcuni anni.
Questo particolare mi (ci) ha fatto riflettere sul fatto che – come insegna Padre PIo – le preghiere, e soprattutto la Messa, devono essere accompagnate dalle lacrime per essere davvero vere ed efficaci.
Come è possibile celebrare o partecipare alla Messa come fosse uno spettacolo? Si rivive il Calvario con tutto quello che ne è seguito – la Risurrezione – ma anche con quello che lo ha preceduto: la dolorosa passione offerta per la nostra redenzione!
Come possiamo raccomandare al Signore, sempre durante la Messa, i nostri cari vivi e defunti senza avere un moto d’affetto per loro?