1342. IN CAMMINO – I Cavalieri del Santo Sepolcro

Domenica scorsa sono intervenuti i Cavalieri del Santo Sepolcro per sollecitare un aiuto a favore della comunità cristiana di Gerusalemme da versare nelle mani del Patriarca Cardinale Pizzaballa.

Detta comunità è in estrema difficoltà a causa degli eventi bellici di questi    ultimi due anni che hanno determinato l’interruzione dei pellegrinaggi ai luoghi santi della Terra Santa.

La comunità è riuscita, al momento, a mandare avanti le iniziative di sostegno alle famiglie e alle scuole: da notare che il sostegno riguarda TUTTE le famiglie e che le scuole cattoliche sono aperte oltre che ai cristiani anche agli ebrei e ai musulmani…

I Cavalieri finora sono riusciti ad assicurare il necessario attingendo alle proprie riserve finanziarie ma adesso pure queste si stanno esaurendo. Hanno deciso quindi di interpellare le varie comunità per ricevere un contributo.

Ho accettato il loro invito pur facendo presente che noi già aiutiamo la Terra Santa attraverso l’ufficio missionario diocesano e un nostro sacerdote che opera “in loco”. E che queste due realtà saranno presenti in parrocchia in questo stesso mese di Ottobre e per lo stesso scopo!

Però non me la sono sentita di rifiutare una somma attingendo alla cassa parrocchiale di pronto intervento e penso di aver fatto una cosa giusta.

Per me poi è stata una piacevole scoperta venire a conoscenza dell’impegno economico e finanziario dei Cavalieri. Pensavo che l’appartenenza ai Cavalieri fosse soltanto una questione folkoristica e invece è una cosa seria. Quando morì mia madre decidemmo in famiglia di beneficare – in sua memoria – la custodia di Terra Santa con una somma consistente. Essendo all’oscuro di questo servizio dei Cavalieri mi rivolsi ai frati francescani che raccolsero la somma e la girarono al patriarcato…

Questo per dirvi che anch’io mi sento un pochino Cavaliere del santo Sepolcro.

1341. IN CAMMINO – Pellegrinaggi

Ho aspettato il pomeriggio a scrivere questa nota in attesa di ricevere informazioni più dettagliate dall’Agenzia a proposito dei due pellegrinaggi pensati (ma non ancora programmati) per la primavera e l’autunno: Assisi e Lourdes.

Si potranno fare, sì, però bisogna assolutamente tenere contenuti i costi per dare a tutti la possibilità di partecipare!

Si tratta in entrambi i casi di pellegrinaggi importanti.

Ad Assisi verranno esposti per la prima volta da secoli i resti mortali di San Francesco… ci sarebbe poi da fermarci anche alla chiesa della “spoliazione” per una preghiera davanti alla salma di San Carlo Acutis…

Il problema è che ad Assisi è tutto un saliscendi con rampe mobili e tanti scalini: insomma bisogna pensarci per bene per rendere il pellegrinaggio fruibile per tutti.

A proposito di Lourdes c’è poco da dire. È il centro più importante (insieme Fatima e Medjugorie) della devozione Mariana con l’aggiunta che in questo santuario i protagonisti sono gli ammalati. Un eventuale pellegrinaggio dunque dovrebbe essere ritagliato per le loro esigenze.

Staremo a vedere.

Fin d’ora però vi invito a mettere da parte qualcosina perché, vada come vada, ci sarà da spendere! Io intanto continuerò a relazionarmi con l’agenzia.

Poi vi farò sapere.

 

1340. IN CAMMINO – Sono tornato (3)

Resto ancora una volta sul pellegrinaggio al santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo ecc. In molti mi chiedono notizie sul personaggio e sui momenti salienti del pellegrinaggio e anche a me fa piacere scrivere sull’argomento… quindi anche oggi vi intratterrò sul tema.

Già vi ho scritto delle lacrime del padre francescano che celebrava Messa Lunedì 6 spiegandovi che la Messa va vissuta anche col cuore oltre che con la mente.

Poi vi ho scritto degli angeli custodi e della nostra visita al santuario di san Michele Arcangelo con tutto quello che ne è seguito… il vento terribile, la pericolosità delle sfide al demonio, degli esorcismi fai/da/te ecc.

Oggi vi scrivo della Via Crucis sulla montagna e del Rosario nel santuario di Loreto.

Il commento alla via Crucis è stato un po’ “lunghìno” tanto che un gruppo di pellegrini ci è passato avanti costringendoci a fermarci. Questo perché il nostro era un commento di famiglia, come si suol dire, cioè un commento agganciato ai nostri problemi di tutti i giorni.

I momenti più sentìti della Via Crucis sono stati due: il primo quando siamo passati a pochi metri dalle finestre dell’ospedale. Non siamo riusciti a scorgere i ricoverati ma il pensiero che anche a noi potrebbe presto o tardi fare la stessa dolorosa esperienza ci ha fatto riflettere e riflettere molto!

Il secondo alla fine della Via Crucis in cima alla collina: i 25 metri fra l’ultima stazione (la sepoltura di Gesù) e la conclusione (la risurrezione) sono quelli che impediscono a tanti nostri amici di fare il passo definitivo verso la fede. Per questo li abbiamo pensati e li abbiamo raccomandati alla bontà del Signore che li aiuti a credere.

A Loreto, con pochissimi presenti sia nella chiesetta di Nazareth che nella maestoso  Santuario abbiamo pregato con fede per la pace e per tutte le altre nostre intenzioni ricordando quelle che diceva Padre Pio ai suoi figli spirituali e cioè che il Rosario è lo spiedo (la spada) per difenderci dal demonio e la torcia per non smarrirci nel buio dei problemi.