1282. IN CAMMINO – Pallette ai funghi

Stamani presto sono corso a Pisa per alcune pratiche di matrimonio. Per strada erano presenti numerosi cartelli con l’indicazione di una certa chiesa parrocchiale della periferia.

Dentro di me mi sono congratulato col parroco che, in piena estate, non si dimentica del suo gregge e fa di tutto per avvicinarlo al Signore.

Poi però, guardando meglio, ho scoperto che non era un appello alla preghiera o alla frequentazione della chiesa bensì una promozione pubblicitaria della festa paesana (tenuta nella piazza della chiesa) a base di pallette ai funghi ecc.

Beh, anch’io sono incorso nel passato a stratagemmi simili. Ho pubblicizzato eventi di festa che che non avevano niente di religioso nella convinzione – sincera – che simili iniziative spingessero i partecipanti alla pratica religiosa.

Niente di niente!

Potevano nascere o svilupparsi rapporti cordiali con il parroco, questo sì, ma in chiesa continuavano a venire le solite persone senza incrementi di sorta.

Questo vuol dire che le sagre paesane promose dalla parrocchia non servano a niente? No, questo no! Come ho già scritto sopra sono una bella occasione  di promozione umana, sociale, culturale ma per il resto servono davvero a poco.

Poi, naturalmente, può anche darsi che io sia rimasto condizionato dalla mia esperienza e quindi non voglio esagerare con i giudizi negativi anche perché le pallette di polenta accompagnate dai funghi sono molto gustose!

1281. IN CAMMINO – Gabbiani

Ho notato da un paio di mesi a oggi un incredibile proliferare di gabbiani che svolazzano avanti e indietro inseguendo gli altri volatili per poi posarsi sui tetti delle abitazioni e quindi anche sul tetto della chiesa.

Non riesco a capire il motivo di questa crescita esponenziale… non vorrei che fosse una conseguenza dell’iniziativa volta a fugare le cornacchie…

Queste erano state immesse in loco per allontanare i piccioni che lordavano il paese (insegne, alberi, clienti dei ristoranti di piazza ecc.) e in certo qual modo erano riuscite ad assolvere il compito assegnato salvo poi aumentare di numero e diventare a loro volta fastidiose col gracchiare petulante e l’immondizia sparsa ovunque.

Adesso è il momento dei gabbiani che terrorizzano piccioni e cornacchie, disperdono i gatti e beccano in testa i cani (anche la Lola ne sa qualcosa…).

IL problema maggiore che incontro è la pulizia del tetto della chiesa.

Un conto sono le deiezioni dei piccioni, un conto quelle delle cornacchie e un conto, infine, quelle dei gabbiani che oltretutto divelgono embrici e tegole.

Stamani sono stato costretto a correre ai ripari aggiornando la centralina che comanda le scariche elettriche anti-volatili. I piccioni le avvertono e si allontanano; le cornacchie le avvertono ma dopo qualche giorno tornano; i gabbiani invece sembrano gradirle… quindi ho aumentato il voltaggio sperando di risolvere il problema.

Ci riuscirò?

1280. IN CAMMINO – Primo incontro con il nuovo Arcivescovo

Ieri ci siamo incontrati con il nuovo Arcivescovo, padre Saverio Cannistrà, già preposito generale dei Carmelitani scalzi. Scrivendo la nota vi avevo promesso qualche ulteriore notizia sulla persona e sull’incontro.

Quanto alla persona è subito da far notare la sua preparazione teologica e pastorale oltre che la sua affabilità.

Ha insegnato per molti anni teologia sistematica e quindi è esperto nella dottrina cristiana; in più avendo alla spalle un decennio e più di servizio pastorale in qualità di superiore generale dell’ordine carmelitano è esperto anche nella conduzione delle comunità.

Ovviamente le comunità monastiche non sono le parrocchie… anzi se ne differenziano moltissimo e questo Padre Cannistrà lo sa bene tanto che, con grande umiltà, ha chiesto la nostra collaborazione e il nostro consiglio.

Quanto all’affabilità ho notato che ama governare col sorriso e questo ritengo sia un suo punto di forza: noi toscani, seppure caratterialmente rissosi, siamo ben disposti con chi ci guida con benevolenza e affetto.

Dunque ieri per prima cosa ci ha chiesto di commentare quanto mi ero già premurato di sottoporgli riaguardo al Vicariato Versiliese: in particolare le difficoltà che incontriamo nella gestione della pastorale giovanile e altro.

Poi ha delineato il compito del parroco: un “padre” pronto a spezzare oltre il Pane Eucaristico nella celebrazione anche quello della Parola nella confessione e nella direzione spirituale per i suoi figli…

Infine ha illustrato, alla luce del diritto canonico, quale dovrebbe essere il ruolo del Vicario territoriale (al momento sono io il Vicario) attribuendogli molta responsabilità (forse troppa) visto che il Vicario è anche parroco.

Concluso l’incontro ho chiesto al Segretario di mettermi in calendario per la Cresima dei nostri adolescenti e per una visita – informale – alla parrocchia e in particolare alla scuola se e quando lui lo vorrà.

Concludo la presente nota affidandolo alla vostra preghiera come giò state facendo con me.