988. IN CAMMINO – San Vincenzo

La San Vincenzo fortemarmina ha una storia di tutto rispetto ed è tuttora attiva in paese con visite settimanali agli ammalati e raccolte di viveri e fondi a favore di persone e famiglie in difficoltà. Gli associati (le “dame” e i “cavalieri” per intenderci) però sono pochi e piuttosto avanti negli anni. Per questo hanno pensato a una pubblicazione che “presenti e proponga” a tutta la comunità parrocchiale cittadina gli impegni tipici dell’Associazione per favorire l’ingresso di nuovi aderenti.

All’origine dell’impegno cristiano nella carità sta il Vangelo! La Chiesa, quanto meno nei suoi Santi, ha preso sul serio il comando di Gesù e ha inventato, negli anni, gli ospedali per gli ammalati, le scuole per gli incolti, le banche etiche per il popolo. Certi personaggi sono entrati di diritto nella storia dell’umanità. Fra questi Monsieur Vincent de Paul (1581 1660) un umile sacerdote francese che dedicò tutta la sua vita ai poveri impegnandosi in prima persona insieme alle sue “Figlie della Carità” poi diventate, se laiche, “Dame di San Vincenzo”.

Quando Monsieur Vincent, ancora scosso e dolorante per le sassate ricevute nel giorno dell’ingresso nella sua parrocchia di Chatillon, disse a Giovanna, una delle sue prime “figlie”, è rimasto come manifesto per tutti coloro che scelgono questo delicato servizio. Ve lo riporto certo di offrirvi un bel dono.

Cara Giovanna, vedrai presto che la carità è pesante da portare, più pesante della pentola della minestra e della cesta del pane.

Ma tu serberai la tua dolcezza e il tuo sorriso.

Non è tutto dare il brodo e il pane; questo anche i ricchi possono farlo. Tu sei la piccola serva dei poveri, sei una figlia della carità, sempre sorridente e di buon umore. I poveri sono i tuoi padroni. Padroni terribili, suscettibili ed esigenti, vedrai. Più saranno brutti e sporchi, più saranno ingiusti e rozzi, più tu dovrai dare loro il tuo amore.

L’impegno nella San Vincenzo non è facile: per viverlo appieno è necessario di avere gli stessi sentimenti di Gesù che non è venuto per essere servito ma per servire! Ma è anche estremamente gratificante (in senso teologico) perché ci apre la strada per il Paradiso.

987. IN CAMMINO – E’ andata bene…

Ogni settimana cambio “location” per il video… nell’intenzione della regista/ sceneggiatrice/operatrice/direttrice c’è il desiderio di presentare agli spettatori angoli più o meno nascosti del paese – tutti bellissimi – in modo da attrarne l’attenzione e invogliarli a seguire il mio discorsetto…

Ieri però abbiamo rischiato grosso… sia io che la canina!

Il paese come sapete è invaso dai lavori: in tanti lo hanno lasciato per altri lidi ma tanti altri sono venuti a rimpiazzarli. Di conseguenza fra costruzioni nuove e antiche in  ristrutturazione è tutto un fermento con camion che sfrecciano di qua e di là.

Ieri, dunque, siamo andati dapprima in via Raffaelli al “percorso vita” ma era occupato. Allora abbiamo girato per entrare dalla parte opposta ma il cancello d’ingresso era chiuso. Siamo sbucati in via Fiume ma c’era una macchina per il movimento terra in azione che faceva un frastuono terribile. Allora abbiamo proseguito su via Leonardo ma c’era troppa gente… abbiamo tentato quindi di passare su via Nizza ma nella stradina di attraversamento c’era un camion che impediva il passaggio… a quel punto ci siamo fermati nella stradina suddetta in compagnia di Giuseppe (lo scultore) per iniziare il servizio.

Intanto la canina passeggiava avanti e indietro a brucare l’erba quasi fosse una capretta.

Proprio in quel momento, mentre io stavo parlando e la Silvia stava facendo la ripresa è sbucato all’improvviso e a gran velocità un automezzo!

Nessuno dei due – anzi dei tre perché c’era ancora Giuseppe – stava prestando attenzione al cane per cui c’è stato un momento collettivo di panico.

Come potrete ascoltare dal filmato mi sono spaventato perché per un  attimo ho temuto che la Lola fosse finita sotto le ruote.. e, come mi succede quando sono sovrappensiero, mi è scappata un’esclamazione, rivolta all’operatrice, in dialetto pisano :  “fermati, m’arrotano r’cane”

Invece l’autista del mezzo, gentilissimo, aveva smorzato la velocità  si era messo a passo d’uomo per evitare la bestiola… davvero cortese!