188. IN CAMMINO – don Danilo
Venerdì scorso è stato celebrato il “trigesimo” (la Messa di suffragio nel 30° giorno dalla morte) di don Danilo nella chiesa di Capezzano presenti i suoi amici e i suoi parrocchiani.
Anche noi, nello stesso giorno, lo abbiamo ricordato e lo ricorderemo per l’intero anno come siamo soliti fare con i nostri cari defunti tanto più se sono stati nostri collaboratori.
Mi giunge oggi una lettera da parte di un suo amico, Mario Giannelli, in cui mi si dice che don Danilo mi riservava sempre parole di grandissima stima e immensa amicizia. Ne ero certissimo ma questa conferma mi ha fatto molto piacere.
In più mi viene allegata una lettera/composizione, scritta da don Danilo, che mi piace riportare perché utile alla nostra riflessione soprattutto in questo giorno, vigilia delle “ceneri”.
(…) “Altrove è un bell’avverbio. Dice tutto.
Non può finire tutto con una palata di terra sulla mia bara.
Già di qua sono convinto che Cristo ha cambiato la storia del mondo e l’ha orientata verso traguardi di vita eterna.
Altrove!
Con il Signore la nostra umanità, proprio quella che è stata vulnerata dalla Colpa, è riconciliata con Dio e innalzata accanto a Lui.
Dunque con Gesù anelo a una dimora che passa sì dal cimitero di Azzano ma il viaggio non deve fermarsi lì.
Io ci credo: Cristo Gesù ha parlato di un Regno eterno e universale, un regno di verità e di vita. Un regno di giustizia di amore e di pace.”
187. IN CAMMINO – brrr…
Siamo tornati in fascia arancione e, per di più, incombe quella “rossa” stando a quanto si legge sui giornali. Sabato pomeriggio una lunga fila di auto scorreva verso l’autostrada con i passeggeri visibilmente contrariati per la festa di San Valentino che sfumava inesorabilmente. Anche i consueti avventori del sabato sera non se la sono sentita di rimanere. Insomma il paese si è svuotato di colpo lasciando i nostri esercenti con l’amaro in bocca.
Di positivo c’è stato soltanto il cambiamento atmosferico: il clima rigido ma secco ha sanato di colpo certe problematiche determinate dall’umido: i portali della chiesa, ad esempio, che non chiudevano più a causa del legno ingrossato sono tornati a chiudere perfettamente. Poche ore di clima secco e di vento sono state sufficienti a risolvere il problema.
Certo, sarebbe bello, se anche l’epidemia fosse spazzata via in un batter d’occhio ma sappiamo che non sarà così. Nell’epidemia “spagnola” dei primi del secolo scorso ci furono molti decessi, stando ai registri d’archivio, a cominciare dal Settembre 2018 e fino alla primavera del ’19; ci fu una breve pausa nel periodo estivo fino all’autunno/inverno quando ricominciarono le morti per il “crudel morbo”sebbene in numero inferiore. Cessarono completamente solo nell’estate del 1920. All’improvviso proprio come aveva iniziato l’epidemia cessò! Eppure non c’erano né vaccini né prevenzione: forse si realizzò quell’immunità di “gregge” di cui oggi si sente tanto parlare.
Speriamo che anche oggi succeda lo stesso. Abbiamo già perduto un anno di “vita” e sarebbe davvero triste perderne ancora un altro. Confidiamo nella scienza ma, da credenti, anche nella “Provvidenza” e pertanto continuiamo a pregare certi d’essere quantomeno ascoltati anche se non esauditi nelle nostre richieste.