Ieri hanno avuto inizio le lezioni in tutte le scuole del paese, dai piccoletti delle Primarie ai grandi del Liceo.
A breve inizieranno anche quelle del catechismo (il materiale per le iscrizioni è già presente in chiesa) sperando che le difficoltà logistiche non ci mettano in difficoltà.
E qui mi raccomando alle Madri Canossiane – in particolare alla Provinciale e alla Madre Generale – perché la nostra parrocchia da sempre si affida alle Suore per le aule e tutto il resto non avendo strutture proprie: le Suore, stando a quanto si legge nell’archivio, vennero al Forte proprio per curare l’evangelizzazione dei piccoli (e dei grandi) e ci sono riuscite perché il loro insegnamento è ancora presente e apprezzato come si è capito nell’occasione del funerale di Roberto Santini quando, al nome di Madre Maria e di Madre Clara, si è levato un forte brusìo di approvazione fra i presenti!
Non mi posso certamente lamentare del loro aiuto… sia per la liturgia della Domenica che per il catechismo dei piccoli e degli adolescenti anche se possono darsi contrattempi a causa della penuria delle vocazioni… e delle magre risorse finanziarie.
Quanto al titolo della presente nota faccio notare che nella nostra parrocchia vige ancora, come ai tempi antichi; il motto latino che dice PRIMA NON DATUR (e cioè la prima lezione non viene impartita) perché andiamo tutti, insegnanti compresi, a prenderci il gelato) ET ULTIMA NON ACCIPITUR (e l’ultima non viene recepita) perché, anche in questo caso, i ragazzi non fanno lezione ma ce ne andiamo di nuovo a prenderci il gelato… di fine anno).
Negli anni di studio nella Facoltà Teologica a Roma mi capitò di far presente, come battuta, il motto latino. Il professore – aveva il cognome polacco ma era un australiano – mi gelò rispondendo che nel suo corso non c’erano sconti di sorta: PRIMA DATUR ACCIPITURQUE ULTIMA e cioè ci sarebbe stata sia la prima che l’ultima lezione. Non osai controbattere perché gli australiani non amano molto le battute…