Il giorno più bello della settimana (a parte la Domenica) è il sabato, giorno del catechismo. Ogni gruppo, dai bambini agli adolescenti, mi riserva ogni volta qualche sorpresa…
I piccolini con le loro domande, talvolta ingenue ma altre volte incredibilmente pertinenti, mi costringono a sminuzzare la Parola di Gesù per renderla loro comprensibile. Come pure la serietà con la quale svolgono il loro compito di “angeli” cioè annunciatori del Vangelo e custodi della fede nelle loro famiglie… non è un caso se molti genitori, nonostante gli impegni, vengono a Messa con loro e ne sono felici.
I mezzanelli, maschi e femmine, un po’ birichinetti ma sempre attenti alle lezioni per imparare – così mi ha rivelato una bimba – a diventare catechista e insegnante di scuola.
E poi i più grandicelli, nel pieno dell’adolescenza, con gli ormoni a mille, talvolta attenti e talaltra distratti, ma sempre affettuosi e gentili anzi preoccupati quando si accorgono che il parroco, ormai anzianotto, fa fatica a entrare nei loro ragionamenti.
I giovanissimi e i giovani, terminata la festa di Cresima, tendono ad allontanarsi per poi tornare e commuoversi quando il parroco svela il segreto della scheda di Cresima… con tanto di foto tessera, n° di telefono, mail…
“Macché Arcivescovo! La scheda serve a me: non avendo figli mi diverto la sera a guardarle e immaginarmi come siete cresciuti… quale professione svolgete, se avete già formato una famiglia…”
Allora noto imbarazzo e anche qualche lacrimuccia: “Mi spiace essermi allontanato. Non pensavo che mi volesse così bene…”
Qualcuno poi ricomincia farsi vedere in chiesa alla Messa delle 11.30 o nel pomeriggio, agli incontri per i giovani guidati da Matteo e Maria Paola, al coro, al Focolare…
Bisogna aspettare e pregare anche se talvolta l’attesa è terribilmente lunga.