122. IN CAMMINO – confessione

È venuto a confessarsi un signore a me sconosciuto.

“Mi può confessare?”

“Certo”, ho risposto invitandolo ad accomodarsi sulla panca.

Conclusa la confessione gli ho chiesto chi fosse e da dove venisse ma non per vuota curiosità quanto per il desiderio di conoscerlo meglio visto che, dalla confessione, avevo intuito che era una persona molto religiosa e affezionatissimo a noi sacerdoti.

“Sono di Milano e sono pensionato. Dato che a Milano è pieno di virus sono venuto qui al Forte a passare l’inverno”.

Mi è venuto istintivo sobbalzare sulla panca.

Milano, virus… dato che giornali e televisione non fanno altro che additare i milanesi come “untori” anche chi, come il sottoscritto, non si lascia impressionare più di tanto reagisce in modo scomposto.

Lui se ne è accorto e sorridendo mi ha tranquillizzato dicendomi che prima di partire da Milano aveva fatto il sierologico, il tampone, quello salivare ecc. ma insomma ormai la brutta figura l’avevo fatta e me ne sono dispiaciuto.

Certamente anche lui poteva essere stato più accorto nel parlare senza “spararmi” addosso la notizia della fuga da Milano per il virus…

 

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