Una credenza popolare dice che i gamberi camminano all’indietro. Non l’ho mai verificato di persona ma può darsi che sia vero. Comunque sia il detto c’è e lo sfrutto in riferimento alla mia attuale condizione di salute.
Un giorno sto bene e il giorno successivo male. Nei giorni passati ero contento per aver superato completamente i contrattempi pre-pasquali dovuti a un rialzo di pressione cui erano seguiti dei fastidiosi attacchi di panico.
Da alcuni giorni invece sono tornato a star male per problemi digestivi e simili. Gli attacchi di panico non sono tornati ma potrebbero tornare e questo mi rende inquieto perché ci sono le Comunioni del bimbi e sta per aprirsi la stagione con tutto quello che la cosa comporta…
Stamani ad esempio sono molto preoccupato perché ho accettato, dopo settimane di insistenza, un invito a pranzo. Ero felice di poter stare in compagnia di un amico sacerdote ecc. ma adesso come faccio?
Nel caso non andassi farei una pessima figura. Se vi andassi rimedierei – ne sono più che sicuro – conati di vomito se non peggio.
Pensavo allora di fare così e cioè di presentarmi a casa portandomi dietro una patatina e un paio di carote bollite: mi immagino la faccia degli amici che, immagino, avranno preparato antipasto, tortelli, carne e tutti gli alimenti propri della festa.
Speriamo bene. C’è ancora un giorno. Tirerò giù una tazza di thé con un qualche fiala di enterogermina sperando di poter riprendermi.