Fra i titoli – tutti molto interessanti – che sono stati proposti ai giovani quello che più mi è piaciuto è stato quello sul “rispetto”.
Ne avevo accennato ai giovani di quinta del Liceo cittadino (tutte le classi) parlando del GIUBILEO che, almeno nel significato biblico originario (cfr. Levitico), prevede uno speciale “rispetto” per le persone, per gli animali, per la natura…
Nell’anno giubilare infatti la Bibbia vuole che le discordie famigliari vengano sanate col perdono (concetto questo che prevede appunto il rispetto per gli altri e per le loro idee), che gli schiavi per debiti (ma anche per sconfitta militare) tornino liberi alla loro famiglia, che la natura (terra) non venga sfruttata ma lasciata incolta, che gli animali possano godere di un appropriato riposo quotidiano e di foraggio abbondante ecc.
Ma la vera novità, nonostante si tratti di testi antichi, sta nell’affermare, per bocca del profeta Isaia al capitolo 43, che l’uomo e la donna in quanto tali richiedono rispetto assoluto: “tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo, dice il Signore”.
Il concetto biblico di rispetto va inteso in senso attivo e passivo.
Ogni essere umano deve “rispettarsi” (col riposo, l’aggiornamento, lo sport ecc.) ed essere rispettato (da chiunque… quindi anche dallo Stato che non può imporre con la legge la fine della vita (eutanasia, aborto, pena di morte) o, con la guerra, lo sterminio degli innocenti.
Chissà se i giovani avranno ricordato questi spunti così interessanti…