I miei collaboratori&famigliari mi hanno mosso (a tono sommesso… fa anche rima) un amabile rimprovero perché con la mia intraprendenza (poco accorta) a favore dei poveri/ammalati/scrocconi/incapaci/pazzi furiosi ecc. mi metto e li metto in difficoltà!
Riconosco tutto questo è vero…
Purtroppo è uno dei miei tanti limiti: avverto un immediato senso di compassione per chi è in apparente difficoltà al punto che non riesco a discernere fra chi è davvero in difficoltà e chi invece lo fa di mestiere.
Questo mio modo di fare complica la vita oltre che a me anche ai miei collaboratori costretti a fare quando da assistenti sociali, quando da avvocati, quando da geometri, quando da procacciatori di impieghi ecc. ecc.
Spesso le dichiarazioni di chi si presenta per chiedere aiuto, anche dichiarazioni giurate, sono false e talvolta ingannevoli per cui nascono contrattempi serissimi.
Il giudice XYZ e l’avvocato XYZ, miei fidati collaboratori, stanno diventando matti per aiutare un giovane nigeriano in una pratica con l’INPS….
Il giovanotto infatti un giorno ha detto che è sposato con figli, il giorno dopo che è celibe e senza figli, il terzo giorno che è convivente, il quarto convivente con figli, il quinto che ha un figlio ma non è convivente, il sesto che la persona segnata nel suo stato di famiglia come convivente è un’ospite di passaggio, anzi no… è la padrona di casa ecc. Insomma non ci si capisce più niente.
Stanno perdendo un sacco di tempo per colpa mia! In più sono diventati antipatici anche agli impiegati dell’INPS …
Spero di poter arrivare in fondo a questa pratica e poi – lo prometto – vedrò d’essere più accorto.