Quella di ieri è stata una Domenica da doccia scozzese con alternanza di pioggia e sole per tutta la giornata. Al mattino siamo riusciti a celebrare nella chiesa di Roma Imperiale all’inizio sotto un cielo plumbeo che però pian piano si è aperto fono a lasciar filtrare qualche raggio di sole. Poi il cielo è tornato a riempirsi di nubi e sono ripresi gli scrosci di acqua – anche violenti – per poi, verso le 17.00, tornare al soleggiato.
A quel punto però il danno era fatto: se nella chiesa di Roma Imperiale siamo riusciti a rimediare – con l’aiuto di tutti – asciugando le sedie una per una… dalle Canossiane non è stato possibili perché il parco perché era impraticabile per le pozzanghere e i bozzi d’acqua anche profondi. La celebrazione delle due Messe pomeridiane è stata spostata in chiesa con conseguenti notevoli disagi.
Il Signore però, come si suol dire, “vede e provvede” perché sono state due celebrazioni affollate e molto sentìte e partecipate. Anche le riflessioni “catechistiche” proposte, tutte sull’Apocalisse, nonostante la pesantezza dei temi sono state molto apprezzate (almeno dai più vicini all’ambone)…
Alcuni però mi hanno contestato il tono “sommesso” della voce nel proporre la predica. Riconosco che è vero ma spesso non me ne rendo nemmeno conto. Parlo come si potrebbe parlare in famiglia, voce bassa, quasi sottovoce così che i più lontani dall’ambone riescono a udire poco o niente.
Da sempre sono condizionato da un certo tipo di oratoria sacra e dai conseguenti toni di voce recitativi … “da teatro” che mi ripugnano forse a causa delle imitazioni che ne hanno fatto spesso gli attori comici.
Non riesco proprio a recitare una parte con toni roboanti tanto meno a leggere qualcosa scritto da altri! Dovete avere pazienza e aiutarmi (anche con dei cenni) quando vi accorgete che mi allontano dal microfono...!