È stata una bellissima Domenica. Molte presenze a tutte le Messe, bimbi di Comunione preparati, coro in grande spolvero, fedeli attenti e devoti…
A tutte le Messe ho parlato dell’Addolorata: ho invitato i presenti a salire all’altare grande e mi sono messo a spiegare iniziando dal quadro di Ranieri Leonetti dipinto nel 1852 e presente da allora nella nostra chiesa prima ancora che questa venisse fondata come parrocchia (1911).
Poi sono passato a spiegare i motivi della devozione facilmente intuibili dalle due opere votive presenti sull’altare: un veliero e un piccolo blocco di marmo con un bullone della “mancina”.
I nostri predecessori erano costretti a solcare i mari su dei gusci di noce, piccoli navilenni a due misere vele, che spesso andavano a fondo, oppure sulla montagna in costante pericolo di vita soprattutto quando questi venivano scesi a valle sulla “lizza”…
Poi le bandiere della Associazione Lavoratori del Mare, quella delle Medaglie d’oro, quella dei Combattenti caduti per la Patria e dei Reduci.
In ultimo ho spiegato il motivo della presenza all’altare del busto in marmo della signora Natalia Nardini Aliboni magistralmente scolpito dal m° Renato Frediani nel 1938 a ricordo di questa donna, madre di quattro figli, devotissima dell’Addolorata, prematuramente scomparsa per una grave malattia!
Quante lacrime sono state versate davanti a questa sacra immagine! E quante continuano a essere versate.
Vediamo di non dimenticare queste nostre radici: faccio appello alle associazioni storiche del paese quali la Fondazione di Vittorio Veneto, la Mutuo soccorso, la Croce verde, la Misericordia, la Fondazione Bertelli, i Balneari (almeno quelli storici), gli albergatori e i negozianti (idem), agli istituti scolastici … e soprattutto all’Amministrazione che abbiano a cuore questa tradizione.