Come passa velocemente il tempo…! Sono trascorsi ben ventiquattro anni dal quel triste evento e sembrava d’essere appena ieri, insieme, a piangere
Stamani ero presente anch’io, insieme ai familiari più stretti, all’esumazione della salma della piccola Benedetta: eravamo tutti molto commossi… anche gli addetti al servizio, nonostante siano abituati a questo tipo di lavoro.
La bambina era una mia piccola allieva di catechismo. Vispa, intelligente e birichina come tutti i bambini. La malattia l’aggredì vigliaccamente in tenera età senza darle scampo: i genitori decisero allora di anticiparle la prima Comunione per regalarle qualche scampolo di felicità.
Fu una Comunione dolcissima e con tanta felicità per lei, per gli altri bambini che le facevano corona e per i suoi cari genitori e parenti. E naturalmente anche per me che l’avevo preparata al primo incontro con Gesù, d’estate, al mare, con delle lezioni ritagliate su misura per lei.
Poi la malattia riprese forza…
E si giunse all’epilogo dopo mesi di ricoveri a Roma e di cure palliative per attenuarle il dolore fisico. Ma quello psicologico e spirituale le rimase fino all’ ultimo giorno di vita.
Non riusciva a capire il motivo per il quale Gesù, che aveva guarito tanti ammalati – glielo avevo spiegato io stesso l catechismo – non facesse qualche miracolo anche per lei. In ultimo espresse il desiderio di stringere fra le piccole mani una reliquia di Padre Pio e qui mi fu d’aiuto Padre Domenico di v.m. che recuperò la sua modesta sciarpa da inverno e me ne fece dono per accontentare la bambina.
Cara Benedetta non ti dimenticare di noi che ti abbiamo voluto tanto bene!