155. IN CAMMINO – Te Deum

Il Natale è passato!

Com’è andata?

Allora dal punto di vista delle presenze in chiesa… male perché, abituati alla “folla” degli anni passati eravamo pochi (non pochissimi, a dire il vero) però, in compenso ci sono stati molti gesti di carità, di solidarietà ecc. a favore dei poveri.

Penso quindi che, posto tutto sulla bilancia e affidato al giudizio di Dio, non possiamo certo lamentarci.

Sono mancati i giovanissimi (non i giovani) e i piccoli. Probabilmente non avevo pubblicizzato a sufficienza le occasioni, o meglio le celebrazioni, specifiche per loro ma ormai è andata. Spero che almeno nell’occasione delle ultime Messe del periodo ci sia una maggiore presenza degli uni e degli altri.

Adesso si tratta di preparare per bene la celebrazione dell’ultimo giorno dell’anno che prevede il “canto” del TE DEUM di ringraziamento.

Anche in questo caso togliamoci dalla testa la festa, religiosa e civile, degli anni passati con le Autorità civili e militari in prima fila, il brindisi, gli auguri ecc.

Sarà una liturgia molto contenuta con una predica brevissima e un accenno di saluto da parte del Sindaco ma niente più.

Il “ringraziamento” ci sarà anche se qualcuno è molto risentito con il Signore ma, come ci insegna la Parola di Dio, se da Dio accettiamo ciò che ci dà gioia dobbiamo essere pronti ad accettare anche quello che ci dispiace.

Il TE DEUM ovviamente verrà soltanto recitato. Mi dicono che in molte chiese i canti vengono eseguiti regolarmente come sempre…

Io preferisco attenermi alle prescrizioni sanitarie che prevedono l’assenza dei canti a voce di popolo tenendo conto che la nostra chiesa è piccola e c’è sempre qualcuno, generalmente anziano, che non osserva l’uso scrupoloso della mascherina.

Penso che anche se non sarà cantato come sempre a squarciagola sarà gradito ugualmente al Signore.

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