Ieri sera abbiamo pregato insieme ricordando Padre Gianfranco e tanti suoi cari, primo fra tutti suo fratello padre Mimmo.
È stata una figura di sacerdote eccezionale. Amorevole con tutti, attento alle esigenze dei più fragili (e in particolare degli ammalati), promotore di vocazioni al sacerdozio, al diaconato e alla vita consacrata e tanti altri meriti che Dio solo conosce…
Nela mia riflessione ho fermato l’attenzione dei numerosi presenti (anche medici del San Camillo) soltanto sulla sua esperienza di animatore del Rinnovamento e, successivamente di missionario in terra di Haiti. Avrei potuto accennare anche al suo ruolo di responsabile del San Camillo ma non volendo stancare i presenti tornerò sull’argomento sulla rivista d’estate.
La prima esperienza, quella di animatore del Rinnovamento, fu fondamentale per la maturazione spirituale di molte persone da lui guidate e incoraggiate a servire il Signore e la Chiesa. Ma pure per lui perché prima che dirigente di ospedale si sentiva sacerdote. E viveva quindi quei momenti di preghiera nella chiesa delle Canossiane con grande trasporto quasi fosse la sua scelta di vita, riconoscente al Signore per avergli fatto conoscere tante anime…speciali !
L’obbedienza ai suoi superiori lo portò poi in Haiti col doppio incarico di responsabile del dispensario medico-farmaceutico e parroco. Partì pieno di gioia salutato con affetto dalla nostra comunità parrocchiale che in quell’anno ricordava il suo centenario di costituzione canonica (ricordate i fuochi di carità ?) ma tornò dopo poco distrutto nell’anima e nel corpo.
Quella di Haiti fu un’esperienza traumatica: rapito, picchiato, minacciato di morte, costretto ad assistere alle violenze sulle collaboratrici…
Tutto questo lo segnò pesantemente fino a farlo sprofondare in una depressione terribile. Tornò però a Forte dei Marmi per raccontare ma soprattutto per ritrovare forza e così avvenne grazie all’affetto dei suoi amici e alla professionalità dei medici del San Camillo.
Le nostre strade poi si separarono. Lui al nord per riprendere servizio e noi ad aspettarlo pazientemente nelle rare occasioni che aveva per tornare al Forte. Padre Mimmo, il fratello amato, nel frattempo era morto e questo fu un nuovo dolore per lui che pure era un uomo di grande fede.
Vediamo di non dimenticarlo!