276. IN CAMMINO – dispiacere

La mattinata non è iniziata bene perché sono stato chiamato a dirimere un contrasto fra due professionisti – entrambi da me conosciuti e stimati – che per ragioni di lavoro hanno avuto un duro scontro… a parole, per fortuna.

Ho fatto la mia parte ascoltando, come si suole dire, “le due campane” ma al momento non sono riuscito a indurli a mettersi al tavolo e ragionare con calma.

Spero che, nei prossimi giorni, le acque si calmino e possa avere un nuovo spazio per provare a farli ragionare e a favorire il dialogo.

Confesso che ho iniziato la lezione di catechismo al mare in preda all’agitazione perché certi episodi mi coinvolgono emotivamente. Per di più non ho fatto in tempo a cambiarmi e quindi sono andato allo stabilimento vestito di nero con tanto di “collare”… al punto che i bagnanti, vedendomi, si segnavano! Chissà cosa avranno pensato. Ma pazienza!

Anche nei giorni passati avevo mediato in una situazione analoga. Speravo che con il mio intervento pacificatore si fosse chiuso uno spiacevole contrattempo… invece, con mio grande dispiacere, mi accorgo che non è così.

I contrattempi purtroppo possono capitare. A causa dell’epidemia, anche se inconsapevolmente, siamo diventati tutti più nervosi e tendiamo a esagerare. Perchè allora non darci una calmata e provare a smussare le angolosità?

Se non altro per rispetto nei mie confronti. Non vi pare?

 

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