L’Omelia dell’Arcivescovo in questo giorno dedicato alla memoria dei martiri di Sant’Anna è stata semplice ed efficace almeno a giudicare dall’attenzione e dai commenti dei presenti.
Ha iniziato citando una poesia di Primo Levi… ha proseguito commentando l’articolo della Costituzione riferito alla guerra e ha concluso con il Vangelo del “perdono”.
Costituzione e Vangelo sono conosciutissimi. La poesia di Primo Levi… meno. La riporto per intero per aiutare la vostra riflessione. Non dimenticate oggi, a Messa o nell’intimità della vostra casa, di ricordare i poveri defunti dell’eccidio insieme col loro parroco, don Innocenzo Lazzeri.
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.