45. IN CAMMINO – questuanti

Domenica scorsa, nell’intervallo fra la prima e la seconda Messa, alcuni questuanti si sono presi a male parole e quasi sono venuti alle mani.

A quel punto ho chiamato la polizia che, con professionalità, li ha allontanati. D’altra parte non c’era soluzione.

All’inizio della stagione avevo un pochino tollerato ma poi… prima uno poi due, fino a domenica scorsa quando sono diventati sei e occupavano tutte le porte della chiesa inclusa quella di lato!

Mi rendo conto che i tempi difficili che stiamo vivendo mettono in difficoltà soprattutto i più poveri ma ci sono poveri e poveri. Alcuni quasi si vergognano di chiedere un aiuto mentre altri sono sfrontati e aggressivi fra loro e con i fedeli specie i più anziani che per toglierseli di torno ed evitare maledizioni lasciano qualche moneta.

Ora, premesso che io, come privato cittadino e ancor più come parroco, aiuto tutti inclusi gli arroganti perché anche loro sono figli di Dio; non posso permettere però che infamino i miei parrocchiani anziani o che gli ostacolino volontariamente il passo per accedere alla chiesa.

Ho avuto infatti una telefonata diciamo un po’ forte con una persona che mi rimproverava per l’intransigenza di questi giorni.

Quando mi ha contestato la presunta freddezza per queste povere persone in particolare per una coppia di giovanissimi non sono riuscito a trattenermi e gli ho detto: “Io a questi giovani in due settimane ho dato 65 Euro. Lei, oltre alla solidarietà, quanto gli ha dato?”

Ha staccato il telefono… Penso che gli abbia dato assai meno!

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