756. IN CAMMINO – in memoria

In questi giorni sono “mancate” molte persone a me carissime. Per tutte ho invocato la misericordia e il perdono di Dio riguardo alle loro fragilità e al contempo l’accoglienza benevola quanto alle loro preghiere e  opere buone.

Lo stesso faccio oggi per Silvio Berlusconi.  Non l’ho conosciuto di persona ma indirettamente, cioè attraverso i suoi amici/amiche milanesi, sì.

Mi sono fatto quindi un’idea e non credo d’essere troppo lontano dalla verità ma non voglio peccare di presunzione. Ovviamente non mi riferirò alla sua attività politica.

Dunque questi suoi amici mi dicevano che era un uomo ambizioso e testardo che quando si metteva in testa una certa idea faceva di tutto per realizzarla concretamente. E questa è una critica, neppure tanto velata.

Aggiungevano ancora che nei riguardi del gentil sesso era spesso sopra le righe eccedendo in “carinerie” (pare sia un vezzo tipico dei milanesi) che poteva risparmiarsi. E questa è la seconda critica.

Quanto alle battute volgari (terza critica) erano frutto dell’esuberanza giovanile e del contesto. Mamma Rosa, non avrebbe mai sopportato eccessi in questo senso avendolo “mandato a scuola dai preti” proprio per dargli un’educazione di livello dal punto di vista laico e cristiano: asseriscono che non avrebbe esitato un momento a metterlo alla porta non caso le fosse pervenuta notizia di sue volgarità cattive.

I suoi amici, uomini e donne e tutti milanesi, hanno infine concordemente aggiunto che è stato prodigo di opere buone – spesso in modo anonimo – a favore di anziani, ammalati e disagiati di ogni tipo… È vero che se lo poteva permettere ma è anche vero che non era obbligato a farle e quindi hanno riconosciuto che questo potrebbe essere un punto a suo favore.

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