Santa Messa in S.Ermete

Don Piero Malvaldi ha officiato la Messa nella chiesa di Sant’Ermete durante questa mattina domenicale. La celebrazione è stata ripresa da  NOI TV, che ha trasmesso l’evento in diretta.

E’ possibile rivedere la messa integralmente sul canale you tube della medesima tv cliccando sul seguente indirizzo:
https://youtu.be/asMw8UydAc8

E’ anche possibile rivedere un estratto della celebrazione, ovvero l’omelia, nella sezione VIDEO del nostro sito.

Cogliamo l’occasione per ringraziare l’emittente NOI TV  e auguriamo a tutti voi una buona domenica.

VIA CRUCIS da celebrarsi in famiglia

1. Gesù è condannato a morte

Pilato voleva liberare Gesù. Ma i sommi sacerdoti e tutto il popolo insistevano che Gesù venisse crocifisso. Allora “Pilato si lavò le mani e consegnò Gesù ai soldati perché fosse crocifisso”. *Signore Gesù, abbi pietà di me! *si ripete dopo ogni versetto

2. Gesù è caricato della croce

Dopo averlo schernito, i soldati spogliarono Gesù della porpora e gli rimisero le sue vesti. Poi lo condussero fuori per crocifiggerlo costringendolo a portare la croce sulle spalle. *

3. Gesù cade la prima volta

Gesù nella passione prega con i salmi: “Padre, le colpe degli uomini hanno oltrepassato la mia testa, come un carico pesano troppo per me. Sono curvo e molto prostrato, sono sfinito e molto fiaccato”. *

4. Gesù incontra sua madre

Nella passione si realizza la profezia di Simeone a Maria: “A te una spada trafiggerà l’anima”. *

5. Il Cireneo porta la croce di Gesù

Lungo la strada i soldati fermarono un certo Simone di Cirene. Gli caricarono sulle spalle la croce e lo costrinsero a portarla dietro a Gesù. *

6. Una donna asciuga il volto a Gesù

Facciamo nostre le invocazioni del salmo: “Di te ha detto il mio cuore: cercate il suo volto! Il tuo volto, Signore, io cerco, non nascondermi il tuo volto”. *

7. Gesù cade la seconda volta

Il Servo del Signore ha preso su di sé i nostri dolori, si è caricato delle nostre sofferenze. Il castigo che meritavamo noi si è abbattuto su di lui. *

8. Gesù incontra le pie donne

Erano in molti a seguire Gesù. Alcune donne si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Gesù si voltò verso di loro e disse: “Donne di Gerusalemme, non piangete su di me, ma su voi e i vostri figli”. *

9. Gesù cade per la terza volta

Il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato si lasciò umiliare e non aprì la bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai tosatori e non aprì la bocca. *

10. Gesù è spogliato delle vesti

Giunti sul luogo detto Golgota (spogliarono Gesù delle sue vesti) e gli diedero da bere vino mescolato con fiele, ma egli non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. *

11. Gesù è inchiodato alla croce

Prima crocifissero Gesù e poi i due malfattori: uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdona loro: non sanno quello che fanno”. *

12. Gesù muore in croce

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Gesù, gridando a gran voce disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Poi spirò. *

13. Gesù è deposto dalla croce

Giuseppe d’Arimatea si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce e lo avvolse in un lenzuolo. *

14. Gesù è deposto nel sepolcro

Infine Giuseppe depose Gesù in una tomba scavata nella roccia nella quale nessuno era stato deposto. Rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. *

La via della croce non termina con la sepoltura, ma con la risurrezione: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? È risorto, non è qui”.

LA SITUAZIONE IN LIBANO

Notiziario di “Oui pour la vie”

Migliaia di cittadini sono scesi in strada da più di una settimana per protestare contro la corruzione, il carovita e l’assetto confessionale delle cariche pubbliche. La tensione, che comporta l’interruzione delle principali vie di comunicazione, la chiusura di scuole, banche e uffici pubblici, è salita dopo una svalutazione della moneta locale senza precedenti, in un Paese dove un quarto della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Il debito pubblico supera il 150% del PIL e si attesta tra i più alti del mondo. I cittadini della capitale che non guadagnano nemmeno il salario minimo – di 290 euro al mese – sono il 16%. Circa 1 milione e mezzo di libanesi vive con 108 euro mensili. A questi ai aggiungono i 2 milioni di rifugiati e profughi siriani, iracheni e palestinesi che vivono in condizioni di miseria assoluta.

Davanti a questa grave situazione, la nostra associazione “Oui pour la Vie” ha pensato di continuare il proprio impegno, di raddoppiare il numero dei pasti offerti dalla cucina di Damour, per un totale di circa 60 nuclei di famiglie per 4 giorni a settimana, anche durante i giorni della protesta popolare. Inoltre prosegue l’impegno per arredare l’ambulatorio medico, e gli ambienti per fare dormire le persone senza alloggio e offrire corsi ai bambini.

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