Per noi versiliesi è un obbligo morale salire in pellegrinaggio a
Sant’Anna di Stazzema almeno una volta l’anno. In quella
località, com’è noto, il 12 Agosto 1943, vennero trucidati, a
opera delle truppe tedesche, tanti innocenti inclusi molti bambini.
L’eccidio continua a essere ricordato ma non c’è più il livore
dei primi anniversari. Oggi viene vissuto alla stregua della passione
e morte di Gesù Cristo sulla croce cioè come un evento/sacrificioredentivo: come il sacrificio di Cristo ha determinato la
possibilità di salvezza per gli uomini di ogni tempo e di ogni luogo
così il sacrificio di quei piccoli ha favorito (vedi ad esempio
l’abbraccio di pace e perdono scambiatodai Presidenti di
Italia e Germania nel
2013)
e continua a favorire la pace, si può dire in ogni angolo del mondo,
grazie a un progetto promosso dal 2015 dall’Amministrazione
Comunale di Stazzema con il Sindaco Maurizio Verona e ideato e curato
dall’Associazione Versiliese “COLORI PER LA PACE”
presieduta dal nostro concittadino Antonio Giannelli.
Qui di seguito una sintetica presentazione dell’Associazione e l’intervista ad Antonio Giannelli e a sua madre Clarita Bazzichi.
Un centro polivalente da adibire a punto medico per urgenze, luogo di
ascolto per necessità sanitarie, iniziative di aiuto scolastico e
accoglienza in genere è il nuovo progetto che vede impegnata
l’associazione “Oui pour la vie” a favore dei poveri e delle
persone in difficoltà di ogni origine e appartenenza, in Libano.
Sono circa 1,5 milioni i rifugiati, non ufficiali presenti nel Paese provocati dagli otto anni di guerra siriana. Si tratta della più alta concentrazione pro capite al mondo. Supera il 69% la popolazione siriana sfollata che vive al di sotto della soglia di povertà. Circa un terzo dei siriani rifugiati soffre per moderata o grave insicurezza alimentare e il 54% dei bambini sfollati non frequenta la scuola. Le famiglie provenienti dalla Siria hanno ciascuna in media un debito di 1.016 dollari.
Con gli amici della Casa Santi Arcangeli
Davanti ad una tale situazione “Oui pour la Vie” (già impegnata nell’assistenza ai più svantaggiati mediante il sostegno sanitario per le medicine, la distribuzione di vestiario e soprattutto con l’animazione di una cucina a Damour che offre pasti a circa 30 nuclei familiari) ha voluto fare un ulteriore sforzo, raddoppiando il numero dei pasti, che vengono garantiti a una sessantina di nuclei familiari per 4 giorni a settimana.
L’associazione è profondamente grata a Don Francesco Bazzoffi e alla Fondazione “Casa Santi Arcangeli” di Firenze che da alcuni anni sostengono “Oui pour la vie” e che ora stanno acquistando una casa a Damour, adiacente alla cucina, da adibire appunto a struttura polivalente (è disponibile in dettaglio il progetto per l’arredamento del centro, i cui lavori di ristrutturazione cominceranno a breve).
Il luogo del futuro centro polivalente a Damour
Le informazioni
giungono dal notiziario mensile dell’associazione, che ricorda:
“Non siamo di Oui pour la Vie quando si mangia con avidità,
quando si riempie il nostro stomaco senza pensare alla fame degli
altri, quando si scelgono i migliori abiti senza pensare agli altri,
quando si mette il denaro da parte senza pensare ai bisogni degli
altri, quando il sorriso non sgorga dal cuore, quando si desidera
possedere le cose degli altri, quando non si consola la sofferenza
fisica o psichica del prossimo, quando si giudicano gli altri, quando
non si dice la verità in ogni caso, quando ci si sente importanti,
quando ci piace apparire, quando si dimentica il perdono, il
ringraziamento, la S. Messa, la preghiera, quando si diviene ingrati
e non si amano i nostri nemici”.
Il Libano è il paese con il più alto tasso di rifugiati per abitanti, su una popolazione di circa 4,3 milioni. Secondo l’ultimo rapporto condotto dall’Unhcr sulla volontà di tornare in Siria, condotto su un campione di oltre 2000 rifugiati siriani in Libano, Giordania e Egitto, più di sette su dieci vorrebbero rientrare in patria. La guerra in Siria, come ci dimostrano le cronache, è tutt’altro che conclusa. Le recenti offensive provocano altre centinaia di migliaia di sfollati e moltissimi morti tra i civili. In Siria, in questi otto anni di guerra più di metà degli abitanti ha dovuto abbandonare la propria casa. Ad Aleppo i quattro anni di assedio hanno ridotto i cristiani dai 150 mila ai 35 mila attuali.
Il Libano rischia di
non poter garantire l’assistenza sanitaria necessaria ai profughi
siriani presenti nel paese dal 2011 a causa della mancanza di fondi.
La nostra associazione “Oui pour la Vie” è sempre impegnata in prima linea principalmente con la cucina di Damour, che offre sempre un numero crescente di pasti ai bisognosi di ogni appartenenza, per cercare di far fronte alle loro gravi carenze alimentari.
Sono sempre in continuo aumento le richieste di aiuto per l’acquisto di medicine.
Per cercare di far fronte a queste urgenze, si chiede sempre a tutti di aiutare e di far pubblicità.
Nel periodo estivo cerchiamo di portare avanti iniziative di animazione e di formazione per bambini.