1243. IN CAMMINO – Santa Rita

“Sento” molto questa festa anche perché l’ho immessa io stesso nel calendario delle feste parrocchiali profittando della collaborazione del nostro carissimo concittadino Mons. Fontana, all’epoca Arcivescovo di Spoleto-Norcia-Cascia che ci offrì in dono una reliquia autentica della Santa.

In questi ultimi anni, costretti prima dall’epidemia  e poi da altri contrattempi non l’abbiamo pubblicizzata a dovere con i manifesti ecc. ma la devozione è rimasta stabile, per fortuna.

Le rose sono aumentate di prezzo ma non importa. Anche nel caso ci fosse una rimessa non andrà a svantaggio della San Vincenzo ma della Chiesa. L’importante è che siano rose “belle” e “profumate” in modo da portare un po’ di gioia nelle famiglie. Quelle del giardino lato mare (sono un po’ spampanate)  sono riservate alle ragazze del Liceo .

A proposito delle ragazze… sono stato al Liceo per alcune lezioni speciali sul tema dell’indulgenza e ho trovato ragazzi/ragazze interessati e professori molto competenti. Penso si sia sparsa voce anche fra loro che da sempre mi batto perché la nostra scuola venga conosciuta e apprezzata. Non ha un grande numero di iscritti ma è una scuola di livello!

Uscendo da scuola mi sono imbattuto in alcune professoresse (e un professore) che mi hanno chiesto di lasciare aperta la chiesa per qualche ora in più rispetto al consueto… per dare loro la possibilità di fare un salto. Anche questo è un segno di quanto sia radicata ormai nel territorio la devozione a questa grande Santa.

 

1242. IN CAMMINO – Il Signore ti benedica

Il Mercoledì, giorno del mercato, la chiesa resta chiusa. Il motivo lo conoscete… non credo ci sia bisogno di aggiungere qualcosa a quanto già spiegato a suo tempo con dovizia di particolari.

Vivo questa chiusura della chiesa come una sconfitta!

Quella dell’Adorazione Eucaristica nel giorno del mercato era stata la mia prima iniziativa pastorale fin dal mio ingresso in parrocchia quasi trent’anni or sono. Negli anni aveva conosciuto alti e bassi ma non erano mai mancate le presenze sia di parrocchiani e che di ospiti occasionali e con le presenze anche le confessioni, i colloqui e tante altre belle realtà. Tutto questo poi è finito per colpa di ignobili mestieranti dell’elemosina che si sono letteralmente accaniti con i presenti in chiesa (e con il sottoscritto).

Fra coloro che venivano a pregare non c’erano soltanto parrocchiani o ospiti di passaggio ma anche alcuni africani venditori a domicilio di piccoli oggetti. Quasi tutti nigeriani, cattolici, ma anche cristiani di altre confessioni cristiane.

Quando, stamani, mi son sentito dire da uno di questi ragazzi (vi spiace se passo alla forma diretta?):

“Padre, quando pensi di riaprire la chiesa? Venivo ogni mercoledì a pregare per i miei cari lontani… e anche per te!”

ho avvertito un certo qual senso di colpa. Gli ho spiegato il motivo… la mia difficoltà nel gestire queste presenze fastidiose e tante altre cose…

Ha scosso la testa e se ne è andato deluso non prima però di aver mormorato:

“Il Signore ti benedica”.

 

1241. IN CAMMINO – Faccio come i gamberi

Una credenza popolare dice che i gamberi camminano all’indietro. Non l’ho mai verificato di persona ma può darsi che sia vero. Comunque sia il detto c’è e lo sfrutto in riferimento alla mia attuale condizione di salute.

Un giorno sto bene e il giorno successivo male. Nei giorni passati ero contento per aver superato completamente i contrattempi pre-pasquali dovuti a un  rialzo di pressione cui erano seguiti dei fastidiosi attacchi di panico.

Da alcuni giorni invece sono tornato a star male per problemi digestivi e simili. Gli attacchi di panico non sono tornati ma potrebbero tornare e questo mi rende inquieto perché ci sono le Comunioni del bimbi e sta per aprirsi la stagione con tutto quello che la cosa comporta…

Stamani ad esempio sono molto preoccupato perché ho accettato, dopo settimane di insistenza, un invito a pranzo. Ero felice di poter stare in compagnia di  un amico sacerdote ecc. ma adesso come faccio?

Nel caso non andassi farei una pessima figura. Se vi andassi rimedierei – ne sono più che sicuro – conati di vomito se non peggio.

Pensavo allora di fare così e cioè di presentarmi a casa portandomi dietro una patatina e un paio di carote bollite: mi immagino la faccia degli amici che, immagino, avranno preparato antipasto, tortelli, carne e tutti gli alimenti propri della festa.

Speriamo bene. C’è ancora un giorno. Tirerò giù una tazza di thé con un qualche fiala di enterogermina sperando di poter riprendermi.