1210. IN CAMMINO – Sono tornato proprio ora …

… dal mio giretto per la benedizione pasquale. Mi sono stancato ma ne è valsa la pena perché ho incontrato tante persone buone e per di più profondamente religiose.

Un esempio. Gli anziani e gli ammalati li trovo quasi sempre davanti alla televisione: i non-autosufficienti sempre; gli altri spesso. Anche stamani.

Sempre stamani però ho incontrato una signora anziana che va contro corrente: mi ha detto che lei, invece di guardare la televisione, preferisce parlare con Gesù.

Ha figli, nipoti e bisnipoti che ama tantissimo ma la gioia che le dà il parlare quotidiano col Signore le risulta impagabile: lo sente vicinissimo, amorevole al punto da fermarsi talvolta – vive da sola – a parlare con Lui!

Bello vero?

Da notare che la definizione più bella della preghiera è proprio questa: parlare col Signore come si parla con l’amico del cuore!

A domani. Torno a benedire qualche famigliola.

1209. IN CAMMINO – Lamentazioni

Sembra che appartengano al profeta Geremia anche se vengono pubblicate a parte in cinque agili capitoletti.

L’autore – che sia Geremia o un altro poco importa – esprime al Signore il proprio dolore per l’avvenuta distruzione di Gerusalemme da parte del Re di Babilonia (siamo verso il 550 – 580 a.C.) e per l’esilio che ne è seguito.

Anch’io mi sento un po’ come il profeta: mi impegno tanto nè più né meno come quando ero più giovane ma non vedo risultati.

O meglio ne vedo ma tutti negativi.

Non starò a fare l’elenco completo… soltanto qualche accenno fermandomi soltanto al paese che, a mio sommesso parere, sta morendo. Il crollo della natalità determinerà a breve un ulteriore calo nel numero degli iscritti sia alla scuola che al catechismo. Si è ridotto, e di molto, il numero dei residenti stabili. Andando a benedire, seppure a richiesta, incontro soltanto anziani e ammalati. In chiesa riusciamo a tenere un numero sufficiente di presenze per fare delle celebrazioni decorose ma solo perché in tanti vengono da fuori.

E va bene, non voglio continuare. Spero vivamente che la situazione cambi. Soprattutto che ci sia un ritorno alla fede e alla pratica religiosa. Non voglio perdermi d’animo e nemmeno voi lo dovete. Fidiamoci del Signore e andiamo avanti… L’anno santo servirà pure a qualcosa!

 

 

1208. IN CAMMINO – Prepariamoci…

Ci stiamo preparando al pellegrinaggio a PISA per il Giubileo del nostro Vicariato che per l’occasione è stato accorpato a quello di Barga. Loro sono in difficoltà per la distanza da Pisa… Noi, al contrario per il numero delle parrocchie partecipanti: ben 12 parrocchie (escluse quelle accorpate) e oltre 20 fra sacerdoti e diaconi!

Speriamo che tutto vada al meglio… da parte mia sto facendo tutto il possibile perché l’appuntamento riesca bene ma ci potranno essere incognite o variabili da risolvere sul posto e all’istante. Potrebbe quindi esserci anche qualche contrattempo!

Per fortuna abbiamo la Parola di Dio che ci conforta: “Il signore non guarda all’apparenza ma guarda al cuore”. L’importante dunque è che svolgiamo il pellegrinaggio con il “cuore” cioè per dare lode al Signore e per chiedergli per i nostri defunti e per noi stessi il dono dell’indulgenza.

Lo svolgimento della celebrazione l’ho già illustrato sia sul blog che sul bollettino cartaceo. I lettori (della Versilia) sono stati avvisti, le Madri pure così come i Catechisti, i Vincenziani e i Coristi. Alcuni non potranno partecipare perché i titolari dei ristoranti & simili hanno negato il permesso visto che la stagione, anche se non formalmente, è già iniziata…

Adesso mi metto a preparare i fogli dei canti – solo i ritornelli perché alle strofe provvederanno i cori – e la preghiera del Giubileo di papa Francesco che reciteremo tutti insieme alla fine. A referente della Curia e ai confratelli della Versilia anche lo schema della celebrazione con le preghiere dei fedeli che ho composto personalmente.