1166. IN CAMMINO – Ho iniziato la benedizione delle famiglie

Ho iniziato nel modo post-epidemia e cioè offrendo a coloro che vengono in chiesa l’ampolla e il santino-ricordo e visitando famiglia per famiglia coloro che non possono venire o comunque desiderano la mia presenza per scambiare una parola o per prendere un caffè insieme.

Faccio appello a tutti voi che leggete il blog o il bollettino cartaceo per avere indicazioni su chi e come andare a visitare

Un conto, infatti, è presentarsi in casa all’improvviso e un altro presentarsi previo avviso: cambia tutto perché in un caso l’anziano/ammalato pensa d’essere all’ultimo respiro mentre nell’altro si sente al centro dell’ attenzione e ne guadagna in serenità.

Al momento sono state distribuite circa 500 ampolle e ho fatto visita a sette famiglie… nei prossimi giorni o settimane mi aspettano altri, tutti amici carissimi.

Ho raccomandato ai vincenziani di aiutarmi in questo servizio ma lo chiedo espressamente anche a tutti voi di aiutarmi indicandomi gli ammalati, gli anziani e coloro che hanno bisogno di una parola d’affetto.

Agli altri raccomando di prenotarsi in sacrestia indicando oltre che il nome anche il numero di telefono per darmi la possibilità di organizzarmi al meglio.

In questo caso mi rivolgo soprattutto alle NUMEROSE FAMIGLIE che hanno preso residenza in paese in questi ultimi anni. Non conoscendoli di persona non so come regolarmi.

Quanto alle offerte… non credo che la benedizione serva a “fare cassa” perché davvero non avrebbe senso. Nel caso ci fossero contributi andranno come sempre per la Caritas-San Vincenzo; non caso non ci fossero… andrà bene ugualmente!

1165. IN CAMMINO – In memoria di Giorgio

Dopo Gherardo (la Capannina) e Lorenzo (il ristorante) è mancato pure Giorgio (Versilia oggi): tre cari amici che mi hanno onorato con la loro amicizia.

Di Gherardo Guidi e Lorenzo Viani ho già scritto qualcosa. Oggi voglio dedicare questa breve nota a Giorgio Giannelli conosciutissimo in tutta la Versilia e in particolare qui al Forte.

Sono tre i momenti salienti della nostra forte amicizia e frequentazione.

Il primo proprio all’inizio della mia avventura come parroco al Forte. Non conoscendo nessuno se non il Priore, don Giorgio, la Valentina e la Marta era alquanto smarrito.

Mio padre invece si era perfettamente integrato da subito grazie all’amico e compagno di scuola Licurgo D’Anteo col quale passeggiava in lungo e largo per il paese.

Mio padre, come sapete, aveva alle spalle una lunga militanza politica nel Partito Socialista con frequentazioni di livello anche a livello nazionale (perfino con Pertini). Così un giorno, un sabato per la precisione, giunsero in canonica Leonetto Amadei e Giorgio Giannelli a salutare l’amico nonché papà del nuovo parroco. Terminata la conversazione col genitore entrambi mi salutarono con affetto assicurandomi il loro sostegno per eventuali inziative (ovviamente non politiche).

Qusto fu il mio primo incontro con Giorgio Giannelli. Il secondo incontro importante fu all’ospedale in una cameretta di gastroenterologia. Mentre vagavo nei corridoi dell’ospedale mi sentii chiamare… Era lui, molto provato, preoccupato ma indomito come sempre.

Fu un colloquio memorabile perché mi fece una lezione di “mariologia” passando in rassegna i tre più celebri santuari della Madonna presenti in Versilia: il Piastraio di Stazzema, il Soccorso di Seravezza e il Sole di Pietrasanta. Mi resi subito conto che nonostante il suo spirito ironico nei confronti della religione pure lui, come tutti i versiliesi, nutriva rispetto e affetto per la Madonna.

Il terzo importante incontro fu un incontro telefonico quando lui, da Roma, mi chiamò per propormi una visita a una chiesa del centro città. Mi venne spontaneo chiedergli se si fosse “convertito”. Con spirito arguto mi rispose che avremmo dovuto convertirci noi sacerdoti dando maggiore importanza all’insegnamento di Gesù, uno dei pochi nella storia dell’umanità ad aver predicato e vissuto l’accoglienza, l’uguaglianza, il coraggio della verità, la condanna del ritualismo ecc.

La signora Lula – era presente anche lei – aggiunse che anche il prete di Roma si era ricreduto circa la vis polemica di Giorgio che ne sapeva più di tanti frequentatori assidui della chiesa!

Caro Giorgio, sono certo che ti metterai di nuovo a discutere col priore Sabucco che ti stimava tanto e con tutti gli altri mici del Forte dei tuoi tempi.

 

 

 

1164. IN CAMMINO – Cresima

È stata davvero una bella liturgia.

Quindi, a nome dei genitori dei giovani e mio personale, un ringraziamento a tutti coloro che vi hanno contribuito: i coristi, i ministranti, piccoli, adolescenti e adulti.

Soprattutto questi ultimi hanno dato un bell’esempio ai giovani: i ragazzi, si sa, non hanno bisogno di tanti discorsi ma di esempi e gli adulti – uomini e donne – all’altare lo hanno dato con semplicità e amore.

Non è stata una parata, un’ostentazione sciocca per fare bella figura con l’Arcivescovo ma un modo semplice e immediatamente comprensibile da tutti per far capire l’attaccamento a Gesù e alla Chiesa.

Lo stesso discorso vale per i coristi che sostengono addirittura TUTTE LE DOMENICHE le nostre celebrazioni!

Tornando alla liturgia della Cresima tutto è andato bene. I ragazzi erano preparati, i padrini e le madrine pure, i genitori commossi e partecipi. Adesso spero che continuino – mi riferisco sempre ai ragazzi – sotto la guida di madre Danila e dei giovani Animatori.

Anzi spero che qualcuno fra loro divenga animatore/trice visto che ne hanno la capacità.

Un’ultima parola sul fotografo: LELIO STAGI serve la nostra comunità fin dal mese di Marzo del 1997 cioè fin dal mio ingresso al Forte. Cresime, Prime Comunioni ed eventi importanti della nostra comunità lo hanno visto sempre “discreto” e “professionale” protagonista.

Lo ringrazio dunque a nome della nostra comunità cittadina e parrocchiale e al contempo lo addito come esempio a tutti i nostri collaboratori.