1050. IN CAMMINO – Sant’Anna 2024

Arrivare a Sant’Anna (e soprattutto tornare via) è stato un dramma! Le auto dei numerosi partecipanti ostruivano la carreggiata per cui non riuscivamo a defluire. Ho molto apprezzato l’intervento di UMBERTO che ricordandosi d’essere ufficiale degli alpini ha impartito alcuni ordini secchi per risolvere il caos e c’è riuscito brillantemente coadiuvato dagli amici CARABINIERI che con modi giustamente severi hanno bloccato alcuni automobilisti rissosi.

Al mio ingresso sulla piazzetta dell’eccidio ho combinato un pasticcio: al posto in cui normalmente siede il rappresentante del Governo era seduto un signore con barba che a più riprese mi ha salutato.

L’ho confuso con uno dei numerosi politici che vengono al Forte d’estate ma non riuscivo a capire chi fosse. Quando poi mi si è avvicinato e mi ha parlato della “chiesina” sono andato davvero in confusione perché – sempre pensando a Forte dei Marmi – non capivo a quale chiesina si riferisse. Gli ho chiresto allora dove abitasse… la strada… il numero di casa… che figura! Mi ha guardato con sgomento e allora ho capito subito chi fosse: era il papà del SINDACO di Cascina e del PRESIDE di alcune importanti scuole superiori di Pisa, mio amico da tanti anni! Non l’avevo riconosciuto! Ci siamo allora abbracciati, entrambi visibilmente commossi.

Quanto alla cerimonia c’è stata un po’ di confusione. Alcuni lamentavano l’incredibile assenza dei rappresentanti del Governo; altri erano arrabbiati col Sindaco di Stazzema quasi la responsabilità di questa assenza fosse sua; altri ancora – due anziani appoggiati al muretto – ce l’avevano con i partigiani (di oggi) a loro dire buoni soltanto a fare le manifestazioni e a cantare “O bella ciao”…

Io me ne sono stato zitto zitto, ho salutato il presidente Giani che conosco dai tempi di Pontedera e anzi gli ho detto di farsi vedere ogni tanto al Forte tanto per scambiare una parola con me e con gli altri amici di un tempo.

Poi me ne sono tornato a casa per celebrare un funerale alla Croce Verde.

Nel corso della Messa pomeridiana, ho ricordato questi poveri “MARTIRI” che dovrebbero essere motivo di unione e non di divisione fra le parti.

Utinam…

1049. IN CAMMINO – Un po’ di tutto

Sia la lezione della prof. Morlacchi che il concerto della m.a Gori sono andati bene. Il caldo opprimenente però ha scombussolato (in parte) i piani.

Alla lezione – che si è prolungata fin oltre le 23.00 – molti dei presenti hanno avuto qualche contrattempo dovuto a esigenze fisiologiche non rimandabili per cui si alzavano di continuo senza peraltro sapere dove andare: le suore sono state davvero care a intervenire senza nemmeno farsene accorgere..! Poi, per fotuna, si è levato un leggero venticello che ha stemperato il gran caldo.

Al concerto – durato un’oretta – è stata la stessa maestra ad accusare un abbassamento di pressione… per fortuna si è ripresa e ha voluto concludere lo spettacolo anche se in condizioni di salute molto precarie. Certo che il caldo in chiesa era asfissiante!

Ieri, alle varie Messe, si sono registrati malori e imprevisti. Le prediche, almeno le mie, sono state essenziale, cioè di pochi minuti per non appesantire ulteriormente le celebrazioni. I presenti sono stati molto riconoscenti.

Un episodio spiacevole si è registrato durante al Messa pomeridiana nella chiesa di Roma Imperiale: sono stato costretto ad affrontare un questuante prepotente e a cacciarlo con l’aiuto dei carabinieri. Come avevo intuito si trattava di un pluripregiudicato pisano indirizzato alla nostra chiesa non so bene da chi e perché…

Mi dicono che era già venuto in chiesa a infastidire ma io non me ne sono mai accorto: è chiaro che se nessuno me ne parla di queste vigliaccate non posso intervenire. Vi prego quindi di farmi sapere nel caso questi episodi continuassero.

Quanto alla commemorazione della strage di Sant’Anna di Stazzema ve ne scriverò domani perché adesso, celebrati i due funerali, devo assolutamente riposarmi qualche ora.