1030. IN CAMMINO – Formichine

Non mi riferisco alle formiche che corrono avanti e indietro sul muretto a confine con la chiesa per raccogliere le briciole del pasto serale della gattina (si è fatta viva una piccola gatta assai emaciata e mi spiace cacciarla…) ma alle “formichine” della Caritas San Vincenzo, le dame e i cavalieri che settimanalmente vanno a far visita agli anziani e ai poveri per sollevarli in qualche modo dalle loro proccupazioni finanziarie o quanto meno offrire per un po’ di calore umano…

Ieri, presso VILLA BERTELLI gentilmente concessa dalla Fondazione, hanno presentato un volume con i ritratti (descrittivi) di alcuni vincenziani del presente e del passato, di benefattori e di assititi.

L’incontro curato dall’associazione culturale cittadina del Navicello e moderato da Franco Calotti con la supervisione della sig. Daniela Bertelli ha visto la presenza di numerosi ospiti che hanno apprezzato l’iniziativa.

Nel prendere la parola per primo ho commentato quanto avevo scritto come prefazione al volume e come memoria storica della mia prima riunione in qualità di parroco e cioè che la Caritas San Vincenzo è una cosa seria visto che ha già superato un secolo di vita e nonostante questo è ancora attiva in paese al pari della Fondazione, della Mutuo Soccorso e della Croce Verde.

Subito dopo ci sono stare delle belle testimonianze, fra queste le testimonianze di due amici (on. Buratti e dott. Ciucci) che hanno avuto i genitori “vincenziani” e alcuni vincenziani in servizio. La poetessa sig.ra Mei ha poi declamato e commentato in poesia alcune pagine della rivista riscuotendo un plauso convinto da parte di tutti i presenti.

Hanno fatto seguito le foto, i dolcetti e le copie della rivista offerte per recuperare fondi per l’Associazione.

Chiudo questa nota ringraziando le “dame” e i “cavalieri”, i responsabili del NAVICELLO presenti (la presidente Daniela Bertelli e i soci fondatori)  come pure la Fondazione Villa Bertelli, l’Amministrazione (dr. Maggi) e tutti gli intervenuti.

1029. IN CAMMINO – Seminaristi

La Domenica di preghiera e di aiuto finanziario per il  Seminario è andata bene. Non avevo dubbi perché la nostra Comunità – residenti stabili e ospiti estivi – è molto sensibile all’argomento delle Vocazioni sacerdotali. Ogni “giornata”, da quando sono al Forte, è sempre riuscita da entrambi i punti di vista!

Quest’anno i seminaristi presenti erano Michele e Francesco. Michele era già venuto in altre due occasioni mentre per Michele è stata la prima volta.

Entrambi sono stati accolti con calore come meritavano e hanno avuto anche l’onore di un bell’applauso.

Francesco verrà ordinato Diacono a breve e poi sacerdote – penso – ai primi del 2025. Ha concluso tutti gli esami prescritti per il Baccalaureato in Teologia ma dovrà mettersi di nuovo a studiare per concludere anche il Corso di ingegneria civile. Aveva interrotto l’università per il Seminario ma l’Arcivescovo, alla luce del fatto che deve soltanto sostenere un esame e dare la tesi, gli ha consigliato di terminare anche questo percorso come è successo a molti altri seminaristi prima di lui.

Michele, 56 anni di età, è stato accolto in Seminario da due anni e sarà ordinato pure lui a breve in considerazione del proficuo lavoro pastorale svolto per tanti anni prima in Bolivia e poi in Brasile. Ero stato suo insegnante al Liceo e me lo sono trovato davanti con lo stesso entusiasmo di quando era giovane con la mente e il cuore protesi verso i poveri di tanti paesi del mondo. Ultimati gli studi aveva iniziato a lavorare come responsabile di settore in un grande supermercato ma poi il sogno ha ripreso consistenza e dopo una decina d’anni di impegno da laico ha deciso di prendere i voti.

Che il Signore li protegga e li guidi fino al traguardo tanto desiderato di diventare ministri del Signore.