1015. IN CAMMINO – Indulgenza Canossiana

La festa di San Giovanni Battista con annessa benedizione dei piccoli (e dono del gelato) è andata male: ha piovuto tutto il giorno e anche se nel pomeriggio abbiamo avuto una tregua siamo stati costretti a riparare nella cappella delle Suore perché il parco era inagibile.

Così, pur non avendo dimenticato i nostri bambini, la celebrazione è stata impostata sulla “indulgenza canossiana” che abbiamo potuto lucrare sia per noi che per i nostri defunti.

La cappella delle suore infatti, anche se soltanto per questi pochi mesi d’estate, è chiesa  indulgenziale nell’occasione dei 250 anni dalla fondazione della famiglia religiosa canossiana. Questo significa che visitando questa piccola chiesa e rispettando certe regole indicate dal Magistero possiamo ottenere l’indulgenza.

Cos’è l’indulgenza e quali sono queste regole. Immagino che già sappiate di cosa si tratta ma per quei pochissimi che ancora ne sono ignari provo a scrivere qualcosa in un linguaggio comprensibile anche per i più giovani.

Ogni peccato, purtroppo, anche se perdonato nel sacramento della confessione, lascia dietro di sé una “impronta negativa” presente nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri. È doveroso quindi iniziare e proseguire un cammino di vera conversione e proprio per questo, cioè proprio per sostenere questo nostro complicato e delicato percorso, che la Chiesa ci viene incontro offrendoci l’indulgenza attingendo al “tesoro dei meriti di Cristo e dei Santi”: in questo caso la purezza, la sofferenza, l’impegno educativo a favore dei piccoli di Santa Maddalena di Canossa. In altre parole, ancora più comprensibili, è come se Maddalena continuasse  nel suo servizio, anche oggi, a nostro favore!

Bello vero? Tornerò sull’argomento anche Domenica prossima. Prima però chiederò alle Madri se sarà possibile ottenerla anche restando a dire Messa nel parco.

Quanto alle regole… beh, sono pochissime: in pratica è sufficiente confessarsi delle cattiverie e partecipare con devozione alla Messa con la Comunione, la professione della fede, la preghiera per il Papa, il gesto di carità..

1014. IN CAMMINO – La pioggia, San Giovanni Battista e i gelati

Ieri, Domenica 23 Giugno, ha piovuto per l’intera mattinata. Nel pomeriggio si è levato pure il vento e così molti ospiti se ne sono tornato a casa prima del tempo: già verso l’ora del pranzo c’era una lunga fila in uscita all’ autostrada.

In chiesa non abbiamo avuto contrattempi: tutte le Messe (salvo l’ultima, quella delle 19.00 che avevo dimenticato di inserire nel programma) sono state frequentate come sempre.

Alle 10.00 c’è stata anche la prima Comunione della giovane Amalia alla presenza dei suoi famigliari e di molti amici che, alla fine, le hanno tributato un bell’applauso. Al riguardo ringrazio tutti coloro che hanno collaborato a vario titolo per l’organizzazione della celebrazione.

Anch’io ho avuto un applauso per una “gaffe” alla fine della messa quando ho accennato al mio ormai prossimo 50° di sacerdozio: invece che sacerdozio ho detto “matrimonio” ciò che ha provocato una risata generale. Gaffe nella gaffe mi è scappato detto un “magari…” interpretato da molti in senso “freudiano” quasi avessi rimpianti per la mia scelta di vita… mentre invece sono felicissimo per quello che sono e per quello che faccio anche se, sono sincero, non potrò mai andare in pensione e nemmeno potrò essere ricordato da figli o nipoti.

Oggi è un altro giorno e un’altra avventura.

Quindi ricominciamo con la festa di SAN GIOVANNI BATTISTA giorno in cui, per tradizione più che ventennale (la festa l’ho inventata io…) provvediamo alla benedizione dei piccoli con annesso dono del gelato (già in frigo dalle suore).

Le previsioni atmosferiche purtroppo sono fosche: acqua anche intensa per l’intera giornata e quindi la celebrazione si terrà al chiuso, nella loro dignitosissima cappella. In questo modo i presenti potranno usufruire anche dell’indulgenza “canossiana” concessa da Papa Francesco nell’occasione del 250° anniversario della loro fondazione.

E i gelati? Beh, anche per i gelati non ci dovrebbero essere problemi perché saranno distribuiti sempre dalle suore, sotto la tettoia posta all’ingresso dell’istituto.