1018. IN CAMMINO – Montenero e mini-predica sul n°12

Piazza di Montenero – Bartolena, 1915 ca.

Stamani salgo al Santuario di Montenero a Livorno per ringraziare la Madonna del dono della vocazione sacerdotale e dell’affetto raccolto in questi 50 anni di servizio pastorale prima a Pontedera poi a San Casciano di Cascina e al momento a Forte dei Marmi.

Pisani e Livornesi sono divisi su tutto a eccezione della devozione alla Madonna di Montenero che invocano, insieme, come loro Patrona. E io non faccio eccezione: fin da piccolo sono salito a Montenero tantissime volte quando per ringraziare, quando per invocare, quando semplicemente per starmene un po’ quieto davanti al quadro della Madonna. Oggi quindi non potevo “saltare” questo appuntamento tanto importante. Va da sé che, portantovi tutti nel cuore, avrò un pensiero anche per voi carissimi parrocchiani e amici di tutta Italia.

Domenica prossima non pubblicherò il consueto filmato di commento al Vangelo. Ho saputo che vi proporranno qualcosa sulla mia figura… Staremo a vedere. Purché non mi facciano santo prima del tempo!

Ho deciso quindi di scrivere qualcosa a commento della pagina del Vangelo di Domenica in modo da non perdere l’appuntamento.

Lo spunto per il commento me lo ha fornito mio nipote Marco che ha pubblicato un libro intitolato “12” in cui si sbizzarrisce nel presentare commenti d’ogni tipo riferiti a quel numero. Il libro non l’ho letto perché non sono ancora riuscito a reperirlo in libreria ma immagino che si tratterà di un commento scientifico. Io invece, avendo una formazione umanistica, mi limiterò a qualche suggerimento di tipo antropologico/spirituale.

Sempre a proposito del numero 12?

Certo perché nella pagina del Vangelo di Domenica prossima compare ben due volte: la prima a proposito di una povera donna che soffriva di perdite di sangue da ben 12 anni; e la seconda riferita a una fanciulla “quasi dodicenne” richiamata alla vita da Gesù.

Ora è risaputo che la Bibbia (seguendo in questo la scuola babilonese e quella greca) opta spesso per il simbolismo quando presenta certi numeri.

Il numero 1, ad esempio, si riferisce sempre al Signore Dio; il numero 2 alla diversità anche se poi dei due Dio fa una cosa sola (matrimonio); il 3 alla completezza (perfezione) delle realtà fisiche (cielo, terra, mare); e così il 4, il 5, il 6, il 7, l’8, il 9 e soprattutto il 10 (la tetractis 1+2+3+4=10).

Ma il 12? Essendo il prodotto dei numeri perfetti 3 e 4 è riferito al mondo celeste (i mesi dell’anno e i segni zodiacali), al popolo d’Israele (le dodici tribù d’Israele), alla Chiesa (i dodici apostoli) e al popolo dei redenti (144.000 cioè 12x12x1000).

Un numero quindi molto interessante, non c’è che dire!

Non mi dilungo perché capisco che vi son già venuto a noia… penso che nel caso dei due personaggi della pagina evangelica il riferimento 12 stia a significare che entrambe le donne – quella adulta e la ragazzina – erano figlie di Dio e come tali molto gradite al Signore che infatti le restituisce a una vita felice.

La morale potrebbe essere questa: fidiamoci di Dio. Succeda quello che succeda fidiamoci di Lui visto che gli apparteniamo.

1017. IN CAMMINO – Malattia e preghiera

Ho notato in chiesa alcuni volumi (di un autore a me sconosciuto) sul tema della patologia schizofrenica. Lì per lì ho pensato a un buontempone che mi ha preso per matto poi invece, dopo averlo scorso seppure in modo sommario, ho capito che è un testo accademico – probabilmente scritto da un sacerdote – in cui si spiega il rapporto tra la malattia psichiatrica e la spiritualità interiore in vista della guarigione.

Per la mia formazione culturale resto sempre dubbioso sulla possibilità di certi accostamenti anche se, almeno in alcuni casi, riconosco che sia praticabile.

Ad esempio il senso di colpa si può sanare attraverso la confessione oppure la malattia anche fisica può essere sanata o almeno sublimata attraverso l’abbandono fiducioso alla volontà di Dio (sia fatta la tua volontà…).

Sono consapevole, ancora, che le preghiere delle persone buone e l’intercessione dei Santi hanno un significato fino a ottenere dei veri e propri miracoli.

Con tutto questo però penso che ognuno debba fare la propria parte riconoscendo – se credente e per di più sacerdote – che la cura delle malattie compete ai medici.

In questi ultimissimi giorni mi sono giunte segnalazioni di bambini ammalati: è chiaro che ho pregato per loro e ho anche pianto insieme con i genitori – non mi vergogno a dirlo – poi però ho suggerito qualche nome di specialista perché sono loro la “mano amorosa” di cui Dio si serve per guarire gli ammalati.

Combinazione ieri era la festa litugica di Josèmasia Escrivà de Balaguer che scrive appunto, da Santo qual era, dell’opus, cioè della professione, vissuto come dono di Dio per l’umanità e percorso di santità per chi la pratica.

1016. IN CAMMINO – Sempre a proposito dell’indulgenza canossiana…

Torno anche se con poche righe sul tema dell’indulgenza per chiarire le idee a quanto non hanno capito le modalità per lucrarla.

Come ho già scritto bisogna avere il cuore sgombro da ogni cattiveria e quindi è opportuno confessarsi nel caso ci fosse anche soltanto qualche sfumatura di peccato.

Poi è bene partecipare alla Messa per la professione della fede (il Credo), la preghiera per il Papa e la Comunione. A quel punto basta fare un passo nella chiesetta delle Suore per un momento di preghiera in silenzio e niente più…

La portineria delle Suore è sempre aperta: non c’è che da suonare ed entrare per la visita e la preghiera. Vediamo quindi di approfittarne.

Per chi poi è solito frequentare il parco per la Messa della Domenica – alle 18.00 oppure alle 19.00 – è ancora più semplice perché la chiesetta è lì … sempre aperta, sempre a disposizione!

L’altra cosa importante da chiarire: per i defunti o per i viventi? E ancora per i sani o per gli ammalati?

I primi che possono usufruirne siamo noi stessi: siamo noi infatti che abbiamo bisogno del sostegno di Gesù e della compagnia dei Santi per iniziare o proseguire un cammino di conversione verso la santità. Poi naturalmente ci sono i nostri defunti che ne hanno bisogno a modo di suffragio.

Quanto a coloro che portano la croce della malattia e della solitudine non devono nemmeno spostarsi da casa per usufruire dell’indulgenza: le Madri hanno preparato per loro un’immaginetta con annessa preghiera che potranno usare allo scopo.

Grazie dunque a Santa Maddalena e alle Madri Canossiane per questa possibilità non da poco.