1000. IN CAMMINO – Carlotta

Sì, avete letto proprio bene! Siamo arrivati al numero… mille! Veramente, considerando anche le note senza numero, quelle del periodo dell’epidemia e i fimati dovremo essere a millecinquecento o giù di lì. Unendo poi alle note mail anche i bollettini cartacei si arriva fino a… tremila e passa! Ci sta che un giorno mi dedichino una tesi di laurea..

Mi era venuta anche l’idea di pubblicare quanto meno un estratto di tutto questo lavoro ma poi ho abbandonato l’idea decisamente esagerata.

Ho deciso di dedicsare il numero mille alla mia cara Carlotta, ormai vecchiettina e per di più cecuziente e sordastra.

È la figlia del povero Bubi, morto per un tragico incidente anni indietro. Quando Bubi era vivo lei era costretta a vivere nell’ombra. Bubi era un cane “protagonista” e lei era subiva questa sua personalità dirompente tant’è che le persone non la chiamavano col nome proprio… lei era soltanto la figlia di Bubi.

Morto il genitore si era ritagliata un suo spazio preciso ma poi, alla venuta  della Lola, era tornata nell’ombra. Per questo motivo era diventata scontrosa e aliena da coccole e baci. Ultimamente aveva recuperato il carattere socievole di quando era cucciola ma soltanto con noi di casa.

Questa mattina ha dovuto subire l’ennesimo intervento chirurgico stavolta a una mammella. Vedendola rannicchiata e sofferente, con la zampetta incerottata per la flebo, il pancìno rattoppato con una decina di punti e il voluminoso collare medico al collo mi sono commosso. Lei lo ha capito e anzi, ha versato una lacrimuccia come dire: “guarda cosa mi hanno fatto, quei cattivi”. Così ho deciso di metterla agli onori del BLOG parrocchiale scrivendo qualcosa su di lei e pubblicando la sua foto.

 

999. IN CAMMINO – Dia dolorosa

In spagnolo la parola “conto” si dice “dolorosa”.

E, sempre in spagnolo, giorno si dice “dìa”.

Quindi, giorno dei conti dovrebbe dirsi “dìa dolorosa”. In effetti il lunedì, per la parrocchia, è un giorno “doloroso” perché è riservato ai conti… in particolare al pagamento delle bollette.

Tutti pagano le bollette e quindi anche la parrocchia le deve pagare. Solo che la parrocchia ha ben 5 (6 d’estate) utenze cui corrispondono 5/6 bollette. Quindi quando arrivano sono… dolori!

Oviamente non mi lascio trovare impreparato: tutte le settimane metto da parte diligentemente qualcosina in modo da poter far fronte ai costi senza troppi affanni.

La parola spagnola in questione l’ho imparata proprio stamattina: mentre sorseggiavo il caffè: un amico e collaboratore carissimo si lamentava dei costi…

Non riuscendo a capire il senso di quello che stava dicendo – per me la parola “dolorosa” era collegabile alla festa della nostra Patrona, la Madonna addolorata, ma non essendo nei giorni della festa e nemmeno della novena  proprio non capivo – ho chiesto spiegazioni e trovando curioso l’accostamento ho deciso subito di farvene partecipi. Mi riservo in futuro di scrivere anche un articoletto per la rivista parrocchiale nel numero di Natale. Vedrò…