Corona virus 48

Dopo aver spiegato i concetti di “sinodalità”  (il popolo di Dio, consacrati e laici, cammina in comunione di intenti) e di “discernimento” (servizio di chi è chiamato a valutare i vari suggerimenti e indicare con precisione l’Ideale cristiano) presenti in tutti i documenti di papa Francesco voglio oggi chiudere il cerchio accennando ad alcune caratteristiche della “pastorale“.

Intanto per “Ideale cristiano” si intende la “Santità” alla quale tutti siamo chiamati, consacrati e laici. E per “indicazione per raggiungere la santità” si intende la “pastorale“, il servizio specifico dell’Apostolo (Vescovo, Papa) che discerne e indica il cammino da seguire.

Vi vedo (dal computer) un po’ perplessi. Ma ogni disciplina ha il suo linguaggio e la Teologia non fa eccezione!

Chiariti i termini passo a spiegarvi le caratteristiche fondamentali della pastorale o perlomeno le caratteristiche seguite da Papa Francesco.  Sono essenzialmente due: la gradualità e l’adattamento.

La gradualità. C’è bisogno di seguire un percorso “graduale” per indicare l’Ideale cristiano.  Dovrò iniziare spiegando al piccolo che si prepara alla Prima Confessione/Comunione che Gesù vuol bene ai bambini; all’adolescente aggiungerò che anche Lui desidera essere amato; al giovane e all’adulto presenterò i grandi temi dell’Incarnazione e della Redenzione; e poi, andando avanti, la vita Trinitaria, la vita secondo il Vangelo ecc.

Sembra la cosa più semplice di questo mondo ma non è così perché, ad esempio, si dà il caso di adulti che vorrebbero conoscere Gesù e già nel cuore lo amano ma hanno ormai fatto certe scelte di vita differenti e non possono cambiarle… Allora, dice papa Francesco, cosa facciamo? Li cacciamo? Non c’è la possibilità anche per loro di indicare un certo cammino verso la santità? Sono dannati in partenza?

Vedete quanti problemi saltano fuori e sono proprio questi problemi che determinano forti conflitti all’interno della Chiesa di questi tempi rendendo difficile la sinodalità. La risposta di papa Francesco infatti è e cioè che tutti sono graditi al Signore e possono raggiungere l’Ideale ma non tutti però sono d’accordo!

A domani! dp

Corona virus 47

Papa Francesco, nell’indicare le dritte per la “sinodalità” ecclesiale, insiste sulla”franchezza” (sincerità), sulla “pazienza” e pone come denominatore comune la “fiducia” nello Spirito santo. In altre parole è bene che uno dica sinceramente quello che pensa; nello stesso tempo però deve essere pronto ad ascoltare le opinioni altrui senza spazientirsi nel caso fossero diverse; poi, dal momento che il Signore ha garantito la Sua Presenza (“dove due o tre sono riuniti nel mio nome Io sono in mezzo a loro”) deve essere anche pienamente disponibile ad accogliere le conclusioni e le decisioni conseguenti evitando permalosità e critiche.

Ma, chi deve trarre le conclusioni e indicare il cammino da seguire?  Allora, premesso che lo Spirito santo può ispirare chiunque, ordinariamente è l’Apostolo ( il Vescovo  per la Diocesi e il Papa per la Chiesa universale ) in forza del “carisma” dell’autorità che gli viene dalla consacrazione e dal suo “servizio ecclesiale”. Il prete no?  Anche il prete purché sia in accordo con il suo Vescovo.

A questo punto è bene chiarire cosa sia il “discernimento” che, sempre Papa Francesco raccomanda a chi presiede, modera e soprattutto ha l’onore e l’onere della decisione finale.

Discernere, alla lettera significa vedere chiaro. Nel nostro caso significa anche valutare. Ma non è una valutazione soltanto “umana” cioè frutto dell’intelligenza. È una valutazione “ispirata” dallo Spirito Santo. Per questo motivo chi è chiamato a discernere in vista di una decisione deve  prima di tutto aprirsi, nella preghiera, all’ascolto dello Spirito in modo che, come dice San Paolo, “parli in lui lo Spirito”.

Ma non è finita. Perché, operato il discernimento e giunto alla decisione, l’Apostolo la deve proporre con “mitezza”, cioè come fosse Gesù, “Pastore buono”.

Questo, in sintesi, vuol dire “sinodalità”!  Ma non è finita… A domani per chi è interessato alla questione.

 

 

Corona virus 46

Ho deciso, da oggi, di scrivere i miei brevi articoli quotidiani alla sera in modo che possiate leggerli al mattino dopo per fare un po’ di meditazione. Alcuni mi chiedono il motivo per il quale ho accorpato i titoli… Pare che i grandi si divertano a leggere le lezioni che faccio per i piccoli e viceversa. Mettendoli insieme accontento gli uni e gli altri.

Vi dicevo ieri del clima pesante che si respira di questi tempi all’interno della Chiesa. Provo oggi a spiegarvi quali potrebbero essere i motivi e come uscirne. Papa Francesco, prendendo sul serio i documenti del Concilio, ha suggerito alla Chiesa universale di procedere in modo “sinodale” ossia, come dice il termine, di camminare tutti insieme, consacrati e laici, in armonia.  Gli organismi di partecipazione, all’interno della Chiesa, non sono novità ma Papa Francesco ne ha fatto una questione di principio.

Solo che “camminare insieme” è terribilmente difficile. Anche nella società civile – lo vediamo in questi giorni di epidemia – si fa fatica a prendere decisioni unanimi: in genere si procede a maggioranza ma la cosa lascia sempre molti strascichi.

Lo stesso, purtroppo sta succedendo nella Chiesa.  Non parlo delle singole parrocchie dove è facile trovarci, parlare e prendere delle decisioni di comune accordo.  I problemi si cominciano ad avvertire già a livello di Unità pastorale e di Vicariato.  E diventano pesanti nelle altre realtà comunitarie che vanno sotto il nome di “Sinodi”,”Consigli”, “Conferenze”, “Tavoli”. Intanto perché cresce in modo esponenziale il numero dei partecipanti. Poi perché ne fanno parte consacrati (vescovi, preti, diaconi, religiosi) e laici, uomini e donne, tutti con piena libertà di opinione e di intervento. Inevitabilmente quindi nascono pareri diversi e conseguenti discussioni.  Quando poi si giunge alle conclusioni e a dover prendere delle decisioni nascono facilmente malumori perché chi si ritrova in minoranza (è brutto parlare così ma è la verità) si sente incompreso e allora o si autoesclude o si sfoga dicendo male … di tutti, incluso il Papa!

Papa Francesco, al riguardo, ha dato delle dritte ben precise che, se poste in atto, permetterebbero di superare brillantemente queste situazioni conflittuali: “franchezza” nel parlare, “pazienza” nell’ascoltare e soprattutto “fiducia” nello Spirito santo per discernere la volontà di Dio. Queste valgono per tutti, anche per noi! Cerchiamo di ricordarlo.

Sul tema del discernimento ci tornerò domani perché adesso mi preme scrivere qualcosa per i ragazzi della prima Comunione.