2031. IN CAMMINO – Siamo a 29…

È sì, siamo proprio a 29 anni dal mio ingresso come parroco a Forte dei Marmi. Era il 28 Novembre 1996, fuori piovigginava e anche in chiesa c’era un’aria mesta, tante lacrime, quelle dei miei vecchi parrocchiani e qualche sospiro, il mio, perché avevo cercato di resistere alla scelta del Vescovo (tanto più che c’era una lista notevole di pretendenti al posto…) fino a che non mi venne imposto.

Venni un po’ smarrito ma trovai subito ottimi collaboratori (purtroppo a oggi quasi tutti scomparsi) che mi aiutarono a inserirmi nel contesto cittadino e parrocchiale.

Mi diedi subito a da fare col mio solito entusiasmo e devo riconoscere che, con l’aiuto del Signore, delle Suore, dei catechisti, dei vincenziani, dei coristi, delle varie associazioni cittadine, delle amministrazioni comunali che frattempo si sono succedute, ecc. riuscii da subito a ottenere dei buoni risultati sia con i piccoli che con i grandi. Poi i tempi sono cambiati e pur essendo immutato il mio impegno, di risultati se ne vedono assai meno..

Stamattina ho ricevuto una letterina da un amico in cui leggo che la mia presenza “è un faro, una luce … che il mio saluto è pieno di energia cristiana e di umanità… talvolta non corrisposta…

Su quest’ultimo punto non sono d’accordo perché riconosco che, soprattutto a livello di esempio, è stato più quello che ho ricevuto di quello che ho dato… anche da parte di chi non viene mai in chiesa o è brontolone e aggressivo ma sotto sotto compie tante opere buone, sopporta con dignità le malattie e i disagi, si sacrifica per gli altri, ama il paese ecc.

Non so quanto ancora vivrò ma quanto ho scritto sopra consideratelo fin da ora il mio testamento.

2030 IN CAMMINO – Errore rimediato e collare elisabettiano!

Sono riuscito a rimediare un errore (fatto in buona fede) riguardante la distribuzione delle copie della nostra Rivista Parrocchiale: non avevo pensato che quelle “istituzionali” devono essere consegnate rispettando le modalità ufficiali senza scavalcare chi ne ha la responsabilità…

Giunto a casa ho trovato la cagnolina mesta e languente a causa di una fastidiosa dermatite che le ha arrossato il petto e per la corona elisabettiana stretta al collo.

Mi spiego meglio… Non essendo questa la prima volta che accade – forse è allergica a qualcosa – i miei collaboratori hanno dato immediatamente seguito alle indicazioni del Veterinario di fiducia:  un bel massaggio con la pomata al cortisone (che le bestiola gradisce molto) e la corona elisabettiana (che non gradisce per niente) per evitate che lecchi la pomata.

Ho provato a farle qualche coccola ma senza risultati apprezzabili. Allora sono ricorso a uno stratagemma: mi sono messo al collo il reggi-testa che si uso nei viaggi in pullman… girato in modo da sembrare una corona elisabettiana.

La cagnolina mi ha squadrato un po’ con un misto di compatimento e gioia e si è calmata accomodandosi sulla poltrona della stanza da lavoro di Sebastiano.

Guardate la foto… che ne dite, siamo fotogenici?

2029. IN CAMMINO – Memoria liturgica del Beato G.Alberione

Sono particolarmente legato alla Società San Paolo e in particolare al suo fondatore, il Beato don Giacomo Alberione.

Devo dire che conoscevo poco o niente della San Paolo: sapevo delle Edizioni Paoline, di Famiglia Cristiana, dell’attività editoriale ecc. grazie all’amico don Nicola Paradiso che talvolta mi aiutava nella mia precedente parrocchia.

Ero però molto sospettoso nei loro confronti da quando avevano riempito il paese di Enciclopedie sfruttando l mio nome… poi il disagio si risolse ma il sospetto nei loro confronti restava.

La Provvidenza mi venne incontro facendomi conoscere un caro sacerdote Paolino, don Stefano Lamera che mi aiutò moltissimo in un momento di stanchezza vocazionale.

Anche i sacerdoti come tutti possono stancarsi soprattutto quando non scorgono risultati nel loro apostolato e io incappai in uno di questi momenti.

Don Stefano mi invitò a partecipare a un corso di esercizi spirituali a Camaldoli e mi si pose a fianco per aiutarmi: intanto mi fece presente che col mio carattere buono, affabile ecc. avrei dovuto sopportare molte incomprensioni e insuccessi.

Poi, pian piano mi ricostruì spiritualmente facendomi capire che avrei potuto trovare un valido aiuto dell’Istituto Paolino Gesù Sacerdote… accogliendo i voti speciali dell’istituto e partecipando agli incontri di spiritualità ecc.

Il mio direttore spirituale mugolò un pochino ma poi mi diede l’assenso (pur ponendomi dei paletti) fino all’adesione che avvenne nel Santuario di Montenero.

Dopo Lamera si sono succeduti molti sacerdoti come responsabili e ho trovato in loro sempre molto aiuto e tanto conforto.

Pr tutti questi motivi mi sento molto legato a don Alberione e anzi sarei felice se qualche confratello si unisse a me in questa scelta (al momento sono soltanto io…) come pure se qualche coppia di coniugi aderisse all’Istituto S. Famiglia (riservato ai coniugi) tanto più che il loro responsabile, don Roberto,  viene spesso al Forte, in estate.