1317. IN CAMMINO – Giorgio Armani

Penso d’averlo incontrato soltanto una volta, lui in auto con i suoi segretari, io in bicicletta a benedire le case in Via Morin.

Ci siamo scambiati soltanto uno sguardo… niente di più.

Altre volte ero entrato in casa accompagnato dai custodi – gentilissimi – ma lui non lo avevo mai incontrato personalmente.

Però non dimentico che, nell’occasione dell’anniversario della erezione canonica della nostra parrocchia, nel 2011, volle omaggiarci di una “casula liturgica” in memoria di alcuni suoi cari amici defunti.

Per questo stamani mi sono recato di buon’ora al negozio di piazza per consegnare nelle mani dei dipendenti una lettera di condoglianze a nome della comunità parrocchia e mio personale.

Domenica prossima, festa dell’Addolorata, lo ricorderò all’altare del Signore indossando quella stessa casula. Non so se abbia avuto sentimenti religiosi o meno. Merita però un ricordo affettuoso che sarò felice di potergli dedicare.

Insieme a lui ricorderò i tanti benefattori del nostro paese. Fra questi anche Gherardo Guidi, Lorenzo Viani e i coniugi Vaiani che ci hanno aiutato molto sebbene in modo nascosto.

1316. IN CAMMINO – Fabio Quagliarella

A leggere il giornale – quale che sia – c’è da restare sgomenti: guerre, violenze, cattiverie, insulti (agli avversari politici e non solo), bugie (storiche… quasi fossimo tutti scemi).

Di tanto in tanto però compaiono “buone notizie”.

Sul “Corriere” c’è una rubrica che, una volta la settimana, ne presenta alcune. Sono sincero. Le leggo avidamente perché mi aiutano a superare l’ansia indotta da quelle cattive!

Ma le buone notizie, talvolta, compaiono anche al di fuori delle rubrica… Stamani, ad esempio, mi sono letteralmente commosso a leggere quanto Fabio Quagliarella, il famoso calciatore, ha scritto a proposito di suo padre e non solo.

Del papà ha scritto (anzi “detto” perché erano risposte a un’intervista) delle cose davvero straordinarie, ricche d’amore, per quest’uomo che l’ha amato e seguito passo passo nella sua crescita umana e professionale.

Permettetemi di citarlo: …” Non riuscirò mai a essere per mio figlio (quando e se verrà) quello che mio padre Vittorio è stato per me. È stato un punto di riferimento assoluto e non è un modo di dire. Mi manca moltissimo adesso che non c’è più. … un rapporto viscerale di confronto continuo, di consigli. Lui senza essere severo ha sempre avuto le chiavi della mia persona. L’unico di cui mi sia fidato veramente”.

Mentre al Bar leggevo a voce alta l’articolo mi sono accorto che gli occhi dei miei soliti interlocutori luccicavano e anch’io ero commosso.

Quagliarella scrive molte altre cose interessanti, stavolta relative alla sua esperienza di vita ma non posso riportarle tutte sul blog. Mi riservo però di leggerle e commentarle ai giovanissimi delle scuole superiori prossimi alla Cresima come utile insegnamento.

Concludo con i complimenti a questo grande uomo anche se non avrò mai modo di conoscerlo di persona!

1315. IN CAMMINO – Sant’Ermete (appendice)

La festa patronale  – l’ho già scritto ma torno a ripeterlo – non è andata male: non ci fosse stato l’acquazzone pomeridiano con il fuggi-fuggi generale sarebbe andata benissimo. Dobbiamo quindi accontentarci.

Ma è davvero sorprendente (oltre che commovente) leggere i messaggi che i fedeli lasciano davanti alla Reliquia del Santo. Non c’è un contenitore atto a raccoglierli quindi i messaggi vengono imbucati nelle cassette delle offerte, lasciati sulle panche, raccolti in eleganti astucci e depositati ai piedi del Reliquiario ecc. In alcuni casi vengono consegnati a mano, direttamente al sottoscritto… in altri trasmessi informa di mail!

Gli autori dei messaggi sono al 100×100 di fuori paese… alcuni di fuori regione, altri – lo so che voi farete fatica crederci – di fedeli residenti in paesi europei e non solo!

E cosa scrivono? Tutti i messaggi sono interessanti e meritano attenzione. Alcuni chiedono l’intercessione del Santo per le malattie, altri per i famigliari, altri infine per la pace nel mondo, per i governanti, per il lavoro ecc.

Qualcuno usa espressioni colorite altri si esprimono in modo piano. Non manca chi rammenta momenti felici trascorsi al Forte con  i genitori, con i paesani, con i balneari… quando ancora Forte dei Marmi era un “paese” in cui vivevano bene anche i…  “poveri”.

Tante volte, in questi ormai lunghi anni di mia presenza al Forte, mi sono chiesto il motivo per cui i fortemarmini non dimostrano lo stesso entusiasmo degli ospiti per il loro Patrono. La risposta l’ho trovata nel tipo di attività professionale propria del paese: l’impegno nella gestione dei “bagni”, degli alberghi, dei ristoranti, dei negozi ecc.

Nell’occasione della festa della Madonna Addolorata il fenomeno si inverte: i fortemarmini sono presenti (quali) al completo mentre gli ospiti latitano. Questo perché, terminata la stagione, sono i fortemarmini a presenziare con i FIORI offerti dai BALNEARI e le intenzioni di ringraziamento davanti alla venerata Immagine.

Al riguardo vi anticipo che quest’anno la Venerata Immagine resterà al suo posto: sto invecchiando e arrampicarmi sull’altare mi diventa di anno in anno sempre più difficoltoso. Penso che andrà bene lo stesso.

Da VENERDI’ 5 inizierà la Novena con il ROSARIO che verrà recitato davanti alla venerata Immagine dell’Addolorata.