1275. IN CAMMINO – Ospiti

Padre Cipriano è tornato in India: i dieci giorni trascorsi al Forte gli hanno fatto bene se non altro perché ha potuto rivedere e salutare persone care che gli hanno voluto bene negli anni dei suoi studi a Roma.

Don Yudas nel frattempo è rimasto a Tonfano… Anche lui, come il sottoscritto, dimostra grande senso di adattamento, per fortuna.

Oggi dovrebbe venire dalla Polonia don Adam, pure lui mio amico da lungo tempo e già ospite al Forte, per qualche giorno di mare.

Gli ho fatto presente che nel frattempo la situazione è cambiata e quindi non posso ospitarlo in casa costringendo di nuovo don Yudas e i miei collaboratori stabili a farsi le valigie.

Gli ho trovato un posto nella pensione delle Suore a Seravezza pur consentendogli di appoggiarsi a noi per il pranzo e la cena. Le Suore di Seravezza (quasi tutte anziane e ammalate) fanno molta fatica a gestire la pensione ma almeno per quest’anno mi hanno garantito il posto-letto ma non il resto…

Per il mare andrà alla spiaggia libera perché lo stabilimento Stella Maris è passato in proprietà/gestione al Gilda e non è possibile fare altrimenti.

Io stesso quest’anno non andrò al mare né per i corsi di catechismo e nemmeno per un po’ di riposo: il caldo dello scorso anno mi ha provato moltissimo e non me la sento di arrostire sotto l’ombrellone.

Al pranzo dell’ospite provvederà la Flavia e alla cena io stesso: ovviamente dovrà accontentarsi di quello che passa il convento perché le forze cominciano a declinare anche per noi.

1274. IN CAMMINO – A proposito dell’albero nel parco di Roma Imp.

Mi scrivono per avere ulteriori informazioni e sono ben lieto di rispondere e di chiarire. Nei giorni addietro non perché ero agitatissimo e nervoso per quello che giudicavo ingiusto. Stamani sono più tranquillo. Riconosco che anche la “bonifica” possa avere le sue ragioni. Ma soltanto “de jure” ma non “de facto”…

E mi spiego.

Tempo indietro la “bonifica” mi contestò l’accesso libero al fosso di confine: Avrebbe dovuto essere ben distinto – tramite una “rete di recinzione” – il terreno agibile dai fedeli da quello agibile dai dipendenti della bonifica per la pulizia dell’argine.

Ovviamente ci siamo subito attivati riconoscendo in questo direttiva una indicazione giusta. Però i manutentori della bonifica non si sono mai presentati e così siamo rimasti esclusi dal controllo sugli alberi tanto più che ci avevano fatto presente che questo spettava esclusivamente a loro.

E così quando un albero gigantesco a cominciato a inclinarci pericolosamente non ce ne siamo accorti perché era nella parte recintata a controllo esclusivo degli operatori della bonifica. 

Quando ce ne siamo accorti abbiamo subito chiesto il loro intervento che però ci è stato negato in quanto il tronco dell’albero era sulla nostra proprietà. Gli abbiamo fatto notare che le radici erano nel fosso e l’albero aveva ceduto proprio perché il fosso (che dalla nostra parte non è cementato come vuole la legge) le aveva scalzate completamente. Niente da fare!

Quindi sono intervenuti i miei legali, il Comune, i vigili del fuoco, i miei giardinieri che a tempo di record mi hanno risolto il problema… Non ci fossero stati loro la chiesa sarebbe stata chiusa e così le abitazioni circostanti…

DATE UN’ OCCHIATA ALLE FOTO PER RENDERVI CONTO DEL LAVORO…

Quanto ai costi dell’operazione… vedremo in seguito. In tanti sono fatti avanti per contribuire alle spese e proprio per loro riporto l’IBAN della Parrocchia:

IT 51 U 06230 70150 0000 3036 7729

Mi vergogno un pochino ma da solo non ce la faccio.