1192. IN CAMMINO – Via Crucis

Stasera, alle 21.00 in chiesa, inizieremo con la via Crucis. Seguiremo lo schema più conosciuto e più semplice, quello che solitamente usiamo nei pellegrinaggi

La Via Crucis, quale che sia il vostro personale giudizio, riesce a toccare i cuori di molti fedeli. Ascoltare le antiche profezie riguardo al Messia e i brani del Vangelo riferiti a Gesù ci commuovono profondamente e ci sollecitano a una vita più “umana” e ancor più, “cristiana”.

“Umana” perché anche coloro che non condividono la nostra fede o ne sono privi avvertono profonda compassione per coloro che vengono torturati e umiliati come Gesù. Pure loro sono capaci – talvolta più e meglio di noi – di aiutare chi porta la croce, di asciugare il volto dei sofferenti, di piangere con chi è solo.

Per chi poi è cristiano praticare la Via Crucis è un partecipare alle sofferenze di Cristo nella consapevolezza che anche le nostre, unite alle Sue, possono avere un significato in riferimento alla redenzione dell’umanità.

Da soli non possiamo fare niente; con Lui, tutto! Vediamo di non dimenticarlo.

Anche oggi scrivo poco. Abbiate pazienza. Spero di riprendermi.

1192. IN CAMMINO – Le ceneri

Eravamo in molti ieri sera. Molti e devoti. La liturgia è stata animata da canti a voce di popolo, molto partecipata da tutti i presenti. Io sono stato il primo a ricevere il segno penitenziale, poi don Yudas e infine tutti i presenti. Ripeteremo la liturgia anche Sabato e Domenica prossima per coloro che non sono potuti intervenire.

Questa mattina, sacerdoti e diaconi, ci siamo incontrati per il ritiro spirituale e per la programmazione del pellegrinaggio in Cattedrale del 6 Aprile p.v. Ci viene chiesto molto ma speriamo di poterci riuscire al meglio, come sempre.

In questo momento, siamo ormai nel pomeriggio, sto cercando qualche soluzione per il pellegrinaggio a Roma. Quanto al primo giorno è tutto a posto: Messa, porta santa, pranzo e visita al luogo del martirio di San Paolo alle tre fontane.

Per il secondo invece sono ancora alla ricerca di una soluzione per coprire le due ore di udienza del Papa annullate per le sue gravi condizioni di salute.

Non mi devo far vincere dall’ansia. Fra tutti troveremo una soluzione.

1191. IN CAMMINO – il giunco

Come stai?

Alla domanda (frequente) di chi mi chiede notizie sulla mia salute rispondo come il saggio giapponese: “come il giunco, mi piego al soffio del vento per poi risollevarmi quando cessa”.

Stamani ho scoperto che questo detto è stato all’origine di uno sport, il “judo”, praticato in tutto il mondo e perfino nelle olimpiadi.

La storia dice che questo sport nacque per dare un lavoro ai tanti samurai rimasti disoccupati  dalla riforma dell’Imperatore del Giappone che aveva chiuso le scuole di spada e simili.

La nuova disciplina non poteva ovviamente essere una scuola di violenza piuttosto una tecnica per favorire la propria autostima soprattutto nei momenti difficili. Una scuola che insegnava a trarre beneficio proprio dalle situazioni avverse…

Chi aveva avuto l’idea per primo, tale Kano Jigorò, aveva osservato come il bellissimo ciliegio posto al centro del suo giardino era rimasto spezzato dalla violenza del vento. Il giunco invece ne aveva tratto vigore. Assecondando la furia del vento si era piegato salvo poi tornare dritto non appena questo si calmava. La lotta, durata un’intera giornata, si era risolta a favore del giunco che aveva mantenuto la posizione riuscendo a “stancare” il vento.

Così questo sport sfrutta la violenza dell’avversario a proprio vantaggio costringendolo poi a desistere…